
Il presidente degli U.S.A. Barack Obama ha annunciato l’intenzione di riformare le leggi che regolano i brevetti per limitare il fenomeno del “patent trolling”, che consiste nell’utilizzare i brevetti al solo scopo di limitare la concorrenza e di ottenere soldi tramite azioni legali o tramite accordi che seguono minacce di tali azioni.
Poche settimane fa, Google, assieme ad altre aziende come BlackBerry, EarthLink e Red Hat, aveva sottoposto alla Federal Trade Commission (FTC) e al Dipartimento di Giustizia (DoJ) una serie di commenti su questo problema. I patent troll sono infatti diventati un fenomeno particolarmente diffuso nei campi tecnologici e, grazie al fatto che negli U.S.A. è possibile brevettare software e concetti astratti, nei campi dell’hardware e del software.
In casi come quello di Apple contro Samsung almeno si sa chi sono in contendenti ma in molti casi i proprietari dei brevetti si nascondono dietro alla loro privatizzazione. In sostanza, un’azienda vende le licenze sui suoi brevetti ad altre aziende, le quali li utilizzano solo per denunciare altre aziende o almeno minacciare di denunciarle per presunte violazioni di alcuni di quei brevetti.
Una delle misure che il presidente Obama intende prendere è quella di obbligare le aziende a rivelare chi siano i reali proprietari dei brevetti in modo che ogni contestazione risulti trasparente. Le possibilità di brevetto sono davvero ampie, come ad esempio gli angoli smussati di alcuni dispositivi Apple, e allora un’altra misura consiste nel fornire una maggiore preparazione ai dipendenti dell’Ufficio Brevetti americano nel valutare le richieste di brevetto per capire se siano troppo ampie.
Una proposta di legge che almeno al momento sembra troppo vaga è quella che permetterebbe ai giudici di sanzionare i patent troll che fanno causa per abusare dei brevetti. È il caso in cui il principio è giusto ma come applicarlo? Per un grosso patent troll potrebbe valere la pena di rischiare una sanzione se ad esempio essa non è pesante rispetto al vantaggio di eliminare un concorrente. Una piccola azienda dovrebbe invece fare attenzione nel momento di cominciare una causa anche se la difesa di un proprio brevetto è legittima quando tale causa è contro una grossa azienda che a quel punto cercherà di convincere il giudice che si tratta di un abuso.
La strada verso una seria riforma della gestione dei brevetti è ancora lunga, anche perché molte grosse aziende sono interessate a mantenere la situazione attuale. Varie lobby cercheranno di influenzare il Congresso americano per far apportare modifiche alle proposte che vadano in un senso o nell’altro. Che ci siano proposte di riforma è un buon segno, dobbiamo sperare che siano efficaci e riescano a limitare il patent trolling che di conseguenza limita il progresso tecnologico.
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