
Il romanzo “Guerra eterna” (“The Forever War”) di Joe Haldeman è stato pubblicato per la prima volta nel 1974. Ha vinto i premi Hugo, Nebula e Locus come miglior romanzo di fantascienza dell’anno. In Italia è stato pubblicato dall’Editrice Nord nel n. 59 di “Cosmo Argento”, nel n. 22 di “SF Narrativa d’Anticipazione” e nel n. 159 di “Cosmo Oro” e da Mondadori nel n. 10 di “Urania Collezione” e all’interno del volume “Forever War – La saga“, in tutti i casi nella traduzione di Roberta Rambelli.
Nel 1997, William Mandella è uno studente universitario quando comincia la guerra con i Taurani, i misteriosi alieni in cui gli umani si sono imbattuti quando hanno cominciato a viaggiare nello spazio interstellare. Precettato nella forza spaziale creata per combattere i Taurani, viene addestrato, condizionato alla guerra, e inviato in missione.
Assieme ai suoi commilitoni, William Mandella affronta un viaggio interstellare. Speciali “scorciatoie” spazio-temporali permettono di viaggiare rapidamente ad un punto a un altro dello spazio ma si tratta di punti precisi. Da ognuno di quei punti alla destinazione, il viaggio è a velocità sub-luce e ciò significa viaggiare per anni, anche se dal punto di vista soggettivo sono molto meno a causa della dilatazione temporale.
Joe Haldeman venne mandato a combattere in Vietnam, dove venne ferito. Scrisse delle sue esperienze nel romanzo “War Year” e successivamente cominciò a rielaborarle in una cornice fantascientifica in una serie di storie che alla fine formarono “Guerra eterna”. La divisione in diversi racconti fu dovuta al fatto che in origine il romanzo venne pubblicato sulla rivista “Analog” e solo successivamente come libro.
Una parte del romanzo, che racconta le esperienze di William Mandella e di Marygay Potter sulla Terra dopo la fine della prima missione, venne lasciata fuori dalla prima edizione e reintegrata solo dopo parecchi anni in occasione della pubblicazione di una nuova edizione.
La storia di William Mandella contiene vari riferimenti autobiografici. Il cognome del protagonista è quasi un anagramma di quello dell’autore e il nome Marygay Potter assomiglia al nome della moglie dell’autore.
Ciò che è davvero importante è che si tratta della storia di una guerra stupida combattuta da persone precettate e trattate come strumenti. Mandella e i suoi commilitoni vengono condizionati mentalmente e anche imbottiti di droghe per essere usati in una guerra dietro la quale ci sono crescenti interessi economici.
I viaggi compiuti da William Mandella durante la guerra lo portano in un futuro sempre più lontano dal suo tempo a causa della dilatazione temporale. Dal suo punto di vista, ci sono progressi tecnologici talmente rapidi che lui e gli altri soldati si limitano a seguire le istruzioni per usare le nuove armi e attrezzature senza capire realmente come funzionino.
Ancor peggiore è la reazione determinata dai cambiamenti sociali che avvengono sulla Terra mentre le truppe sono in viaggio. Per i soldati, tutto ciò determina uno straniamento crescente che, soprattutto nel caso di William Mandella e degli altri soldati partiti nel XX secolo, rende l’umanità stessa sempre più aliena.
I piani di guerra vengono decisi chissà dove, lontano nello spazio e nel tempo, e hanno un impatto che può durare letteralmente per secoli. È una situazione in cui William Mandella e i suoi commilitoni originali dovrebbero essere una sorta di unità d’elite composta da persone di elevatissima intelligenza ma alla fine sopravvivere è una questione di fortuna e le promozioni si ottengono proprio sopravvivendo. Anche per chi sopravvive, c’è un crescente senso di anni di vita rubati. Tutto ciò non lascia spazio a una certa retorica legata ai cliché sull’eroismo.
Lo stile di Joe Haldeman è asciutto nel raccontare l’assurdità della guerra. Ci sono momenti di grande intensità legati alle battaglie ma anche lunghi periodi di viaggio in cui il protagonista può riflettere su tutto ciò che è legato alla guerra. Ci sono i cambiamenti che avvengono nella società umana e le sue difficoltà a rimanere aggiornato. C’è l’economia di guerra, che influenza notevolmente anche chi vive sulla Terra.
Joe Haldeman immaginò una guerra interstellare iniziata in quello che per lui era un futuro vicino. A qualche decennio di distanza, non ci sono alieni con cui combattere ma solo stupide scimmie che si ammazzano tra di loro a vantaggio di pochissimi. È un altro motivo per cui “Guerra eterna” è secondo me un romanzo da leggere a prescindere dalle etichette di genere.
