
Il romanzo “Timewyrm: Apocalypse” di Nigel Robinson è stato pubblicato per la prima volta nel 1991. È il n. 3 della serie “New Adventures” dell’editore Virgin Publishing. È inedito in Italia.
Il Settimo Dottore trova una nuova traccia del Timewyrm in un futuro remoto sul pianeta Kirith. Quando il Tardis porta lui ed Ace su Kirith, vi trovano abitanti molto pacifici, amichevoli e tutti bellissimi. Sembra un’utopia ma i due viaggiatori non sono convinti di ciò che vedono.
Il Dottore sospetta che qualcosa non vada e scopre che gli abitanti locali possono vivere in totale tranquillità perché i Panjistri si occupano di loro, fornendo tutto il cibo di cui hanno bisogno. I Panjistri sono una specie aliena che, secondo i nativi, li hanno salvati molto tempo prima. Il Dottore vuole scoprire la verità ma è tormentato da flashback del Secondo Dottore.
“Timewyrm: Apocalypse” continua il mini-ciclo che inaugura questa collana di libri di Virgin Publishing che continua le avventure del Dottore dopo che la serie classica di “Doctor Who” venne cancellata. La ricerca della creatura chiamata Timewyrm riprende da “Timewyrm: Exodus” portando il Dottore ed Ace su un pianeta lontanissimo nello spazio e nel tempo. Il pianeta Kirith ospita una comunità che sembra utopica ma in realtà nasconde segreti oscuri. Se questo vi sembra un cliché enorme, non solo lo è ma non è neppure l’unico difetto di questo romanzo.
Le storie raccontate in questi libri contengono riferimenti a serial classici di “Doctor Who” e da questo punto di vista “Timewyrm: Apocalypse” è più pesante dei precedenti. Il prologo riprende un momento di “Logopolis” e ci sono parecchi momenti legati al Secondo Dottore. Altre “uova di Pasqua” sono incluse qua e là ma non sono legate alla trama di questo romanzo.
I momenti importanti legati al passato del Dottore sono piuttosto frammentari perché sono inseriti qua e là. C’è di positivo che aggiungono un po’ di sostanza a una trama piuttosto esile e fin troppo spesso prevedibile. Il finale è affrettato ed è una cosa che lascia perplessi perché questo romanzo è molto più breve dei due precedenti perciò non potevano certo esserci problemi di eccessiva lunghezza.
Un altro problema è nei personaggi, per lo più piatti. Dei nativi del pianeta Kirith, solo un paio hanno un certo sviluppo: uno di essi è Raphael, che diventa una sorta di compagno temporaneo del Dottore. Raphael ha un ruolo importante nella trama e di conseguenza ha uno spazio sufficiente per dargli una caratterizzazione appropriata.
Il Timewyrm appare a malapena e ciò significa che si può perfino saltare questo romanzo e che la storia poteva funzionare anche senza. Nel corso del romanzo, il Dottore e i lettori finiscono per scoprire il nuovo piano del Timewyrm ma alla fine la situazione rimane invariata, nel senso che la risoluzione dello scontro tra i due contendenti sembra semplicemente rimandata al prossimo libro.
Nel corso del romanzo, il Dottore sembra più impegnato a cercare di capire il senso dei flashback con il Secondo Dottore che a cercare di scoprire i segreti del pianeta. Alla fine, Ace è il personaggio che brilla maggiormente perché agisce in un modo che è nella sua natura.
In realtà, non posso dire che questo romanzo sia brutto, è solo che sembra scritto mettendo assieme idee molto elementari, con la conseguenza che il risultato è piatto e non offre motivi di eccitazione. L’impressione finale è di una storia scritta frettolosamente, come se la decisione di includerla nel mini-ciclo fosse arrivata molto tardi, lasciando a Nigel Robinson pochissimo tempo per sviluppare i vari elementi narrativi con un minimo di profondità.
Complessivamente, “Timewyrm: Apocalypse” mi è sembrato un passo indietro nelle avventure del Dottore raccontate in questa collana di romanzi. È il terzo capitolo di un mini-ciclo che termina la trama sul pianeta Kirith lasciando aperta quella legata al Timewyrm. Oggi può interessare i fan che hanno la curiosità di conoscere quelle storie ma bisogna essere proprio dei fan della saga per volerselo procurare.
