Un nuovo albero genealogico dei mammiferi per ricostruirne storia e parentele


Un articolo pubblicato sulla rivista “PLOS Biology” riporta un’analisi delle informazioni disponibili sulle parentele tra le specie di mammiferi che ha lo scopo di costruire un albero genealogico evolutivo di questo gruppo di animali. Nathan Upham e Walter Jetz dell’Università di Yale assieme a Jacob Esselstyn della Louisiana State University hanno utilizzato dati relativi a fossili e la genomica per cercare di analizzare a livello filogenetico l’evoluzione dei vari rami all’interno della classe tassonomica dei mammiferi. Capire le parentele offre informazioni sulla loro storia e sulla loro biodiversità, un passo fondamentale per la conservazione dell’ambiente.

Il problema fondamentale degli scienziati che studiano i mammiferi è che delle circa 6.000 specie esistenti oggi in questa classe ben il 42% è costituito dai roditori e il 24% da pipistrelli mentre altri gruppi come mucche, maiali, pecore, gatti e altri ancora consistono di poche specie ciascuno. Usando il paragone dell’albero, è come se quello dei mammiferi avesse due rami enormi che a loro volta hanno vari ramoscelli e altri piccoli rametti. Per capire perché quell’albero è fatto così è necessario innanzitutto definire con chiarezza il numero delle specie di mammiferi esistenti. Nathan Upham aveva già partecipato a una ricerca con questo obiettivo, i cui risultati sono stati pubblicati nel febbraio 2018 sulla rivista “Journal of Mammalogy”.

Il database della diversità dei mammiferi (in inglese Mammal Diversity Database, MDD) include 6.495 specie riconosciute di mammiferi, delle quali 96 dichiarate estinte in tempi recenti. C’è un incremento di oltre mille specie in circa 13 anni. Negli ultimi decenni, i grandi progressi delle tecniche genetiche hanno portato a un notevole passo in avanti nello studio tassonomico degli organismi, in questo caso delle parentele dei mammiferi. La genomica, una branca della biologia molecolare basata sulla bioinformatica che si occupa dello studio del genoma, e la filogenetica, lo studio delle varie ramificazioni di un gruppo di organismi, hanno permesso di risolvere controversie e di ricostruire in modo migliore la storia dei mammiferi. Tuttavia, c’è ancora molto lavoro da fare e gli studi pubblicati su “Journal of Mammalogy” e “PLOS Biology” cercano di offrire risposte.

Per cercare di costruire un albero dei mammiferi, Nathan Upham, Walter Jetz e Jacob Esselstyn hanno usato un approccio in cui hanno diviso l’analisi in due livelli: il primo concentrato sulle divergenze tra i gruppi maggiori di mammiferi come ordini e famiglie e il secondo che invece riguarda i vari gruppi in modo dettagliato da collegare all’albero con le divergenze principali.

L’immagine (cortesia Nathan S. Upham, Jacob A. Esselstyn, Walter Jetz. Tutti i diritti riservati) mostra una ricostruzione delle parentele e dei tempi di diversificazione dei mammiferi nel corso del tempo. Secondo i ricercatori, la distribuzione delle specie è così diversa nei vari rami a causa dell’isolamento geografico tra popolazioni di mammiferi, che può portare a livelli maggiori di formazione di nuove specie e della loro estinzione.

In un periodo in cui c’è una nuova ondata di estinzioni, anche tra i mammiferi, è importante capire meglio le caratteristiche delle varie specie e le loro parentele nella valutazione delle politiche di conservazione. Nei casi in cui una specie è cruciale per la salute di un ecosistema, come ad esempio gli elefanti, la sopravvivenza di una popolazione di animali è strettamente legata a quella del loro ecosistema.

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