Un articolo pubblicato sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences” riporta la scoperta di tunnel fossili che suggeriscono che già 2,1 miliardi di anni fa esistessero organismi multicellulari sulla Terra. Un team di ricercatori ha studiato questi tunnel scoperti in Gabon concludendo che gruppi di singole cellule potevano aggregarsi in un organismo simile a una piccolissima lumaca in grado di muoversi alla ricerca di cibo. Un organismo del genere precederebbe di 1,5 miliardi di anni l’esistenza dei primi organismi multicellulari conosciuti e per questo motivo la ricerca ha suscitato controversie.
Finora le più antiche tracce di organismi multicellulari risalgono alla cosiddetta fauna di Ediacara, poco più di 600 milioni di anni fa, ma un gruppo di ricercatori guidato da Abderrazak El Albani, del CNRS/Université de Poitiers ha scoperto quelle che potrebbero essere tracce molto più antiche in Gabon, nel Bacino di Franceville. Si tratta di tunnel, strutture tubolari lunghe da 6 millimetri a 1,7 centimetri che passano attraverso strati di batteri fossili. Possono sembrare poca cosa ma se l’interpretazione data dai ricercatori è corretta si tratta di una scoperta straordinaria che pone anche una serie di domande.
Le rocce sedimentarie sono state sottoposte a vari esami per datarle e per ottenere una ricostruzione tridimensionale dei tunnel in modo non distruttivo. Secondo i ricercatori, i tunnel scoperti sono stati creati da organismi in grado di muoversi e cercare cibo che dovevano essere multicellulari. Essi sono stati paragonati a moderne aggregazioni di cellule ameboidi che formano una sorta di lumaca in ambienti melmosi per procurarsi il cibo. Nel caso dei fossili scoperti, secondo la ricostruzione vivevano in un ambiente marino in cui l’acqua era bassa e ricca d’ossigeno dato che circa trecento milioni di anni prima c’era stata la cosiddetta catastrofe dell’ossigeno, la prima grande estinzione di massa causata dalla fortissima crescita dell’ossigeno presente nell’atmosfera terrestre.
L’idea che 2,1 miliardi di anni fa, nel Paleoproterozoico, vi fossero già organismi multicellulari cambierebbe notevolmente le nostre conoscenze dell’evoluzione della vita sulla Terra ma Abderrazak El Albani sta studiando questa possibilità da anni. Già nel luglio 2010 un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descriveva vari macrofossili del Gabon, definiti anche biota di Franceville o Gabonionta. Il nuovo studio sui tunnel fossili offre quelle che secondo El Albani e i suoi collaboratori sono nuove prove dell’esistenza di organismi multicellulari in quell’epoca così remota.
L’immagine in alto (Cortesia A. El Albani / IC2MP / CNRS – Université de Poitiers. Tutti i diritti riservati) mostra esempi dei tunnel fossili attribuiti a Gabonionta. L’immagine in basso (Cortesia A. El Albani & A. Mazurier / IC2MP / CNRS – Université de Poitiers. Tutti i diritti riservati) mostra una ricostruzione tridimensionale di tunnel fossili attribuiti a Gabonionta.
Secondo i ricercatori, i tunnel provano che c’erano organismi abbastanza complessi da essere in grado di spostarsi alla ricerca di cibo. Altre prove arrivano da tracce chimiche come quella di pirite: il geochimico Kurt Konhauser dell’Università dell’Alberta, uno degli autori della nuova ricerca, ha spiegato che la pirite non si trova senza organismi che si nutrono di batteri, proprio ciò che sembra essere avvenuto in quelle rocce fossili.
La controversia su queste ricerche è inevitabile e gli autori sono i primi a riconoscerlo. Una possibilità alternativa è che i “tappeti” di batteri siano stati in qualche modo arrotolati, anche se secondo i ricercatori ciò non corrisponde alle posizioni relative agli strati di sedimenti. Le interpretazioni sono rese difficili dall’età dei fossili e dal fatto che gli autori della ricerca riconoscono di non sapere realmente che tipo di forme di vita potessero essere questi primi organismi multicellulari.
È possibile che questi organismi multicellulari non siano gli antenati di quelli attuali ma si siano estinti senza lasciare altre tracce, il motivo per cui sono stati scoperti questi tunnel fossili in Gabon ma nient’altro di più recente. È possibile che le tracce siano state eliminate nel corso del tempo. Se esistono altre tracce, dopo queste ricerche forse ci saranno altri scienziati che proveranno a trovarle oltre ad Abderrazak El Albani e ai suoi collaboratori. I tanti dubbi che rimangono ancora mostrano quanto siano limitate le nostre conoscenze della maggior parte della storia della vita sulla Terra e quanto sia difficile studiare fossili così antichi.

