
Il romanzo “Il ministero del tempo” (“The Ministry of Time”) di Kaliane Bradley è stato pubblicato per la prima volta nel 2024. In Italia è stato pubblicato da Mondadori in “Omnibus” e nel n. 1753 di “Urania” nella traduzione di Teresa Albanese.
Diversi espatriati sono stati prelevati in varie epoche del passato nel momento in cui erano sul punto di morire e trasportati in una Londra futura colpita da cambiamenti climatici. Per gestire il loro adattamento alla nuova situazione, viene formato il ministero del tempo, un progetto segreto che assegna a ogni espatriato un cosiddetto ponte.
Graham Gore è stato prelevato quando stava per morire nell’Artico nel corso di quella che nel suo futuro è conosciuta come la spedizione perduta di Franklin. Per aiutare il suo adattamento, il ministero del tempo gli assegna una donna anglo-cambogiana con la quale va a vivere in una casa preparata appositamente. Il rapporto tra i due non è facile ma la reciproca comprensione migliora di giorno in giorno ma il progetto comincia a rivelare lati oscuri.
Nota. Chi legge un’edizione italiana può avere l’impressione che a un certo punto entri in scena un carabiniere dato che viene chiamato brigadiere. Nella convenzione britannica, il termine Brigadier sta per Brigadier General, che nell’esercito italiano è un generale di brigata.
La storia della spedizione perduta di Franklin era già stata raccontata con l’aggiunta di elementi fantastici nel romanzo “The Terror” di Dan Simmons. Nel corso della pandemia, Kaliane Bradley passò un po’ di tempo guardando l’adattamento televisivo del romanzo. Per divertimento, suo e dei suoi amici, cominciò a scrivere raccontini ispirati a quella storia. “Il ministero del tempo” è il risultato di uno sviluppo di quelle idee che andò molto oltre quel modo di passare il tempo.
Kaliane Bradley è anglo-cambogiana e ha proiettato parte della sua storia personale nella protagonista del romanzo, di cui non viene mai fatto il nome. La donna racconta in prima persona la sua esperienza come ponte e il rapporto che si forma progressivamente con Graham Gore. In quella storia, la sua ascendenza è importante con le ramificazioni legate alla famiglia materna cambogiana. I capitoli però iniziano con frammenti della storia di Graham Gore durante la spedizione perduta di Franklin.
I problemi personali della protagonista legati all’essere anglo-cambogiana possono essere considerati come il risultato delle esperienze di Kaliane Bradley. Ciò offre una base importante e realistica per lo sviluppo dei temi legati a identità e appartenenza, con varie ramificazioni. Tutto ciò che è legato sia alla vita di una persona singola che a una società parte da lì con vari confronti con le esperienze personali e la società da cui viene Graham Gore.
Nello sviluppo di Graham Gore, Kaliane Bradley si è ispirata al pochissimo materiale esistente, che consiste in qualche nota su di lui scritta da colleghi. In sostanza, su Gore abbiamo molte informazioni storiche sulla sua carriera e un dagherrotipo del 1845 ma sappiamo pochissimo su di lui come persona. L’autrice ci ha messo la sua fantasia per immaginare come avrebbe reagito trovandosi fuori dal suo tempo e nelle interazioni con gli altri personaggi del romanzo.
Nella prima metà del romanzo si può avere l’impressione che non succeda nulla perché la storia viene sviluppata soprattutto attraverso conversazioni. Le interazioni tra la protagonista e Graham Gore sono le più importanti ma ci sono anche quelle con altri ponti e altri espatriati. Se non vi piacciono le opere basate fortemente su storie personali, anche con risvolti romantici, rischiate di annoiarvi molto.
Nella seconda parte del romanzo c’è più azione. Le interazioni con Adela, vicesegretaria dell’Espatrio, diventano più importanti in mezzo a quella che sembra diventare una storia di spionaggio in cui la macchina per il viaggio nel tempo diventa improvvisamente centrale nella trama. La protagonista deve cercare di districarsi tra tentativi di omicidio e personaggi di cui non conosce gli obiettivi.
Le caratteristiche de “Il ministero del tempo” ne fanno un romanzo che ha suscitato reazioni molto variegate. Il sottotitolo indica un mix di generi con l’elemento romantico in una storia che soprattutto nella prima parte ha toni leggeri per poi diventare più drammatica. Kaliane Bradley ha costruito una storia che può suscitare reazioni molto soggettive perciò credo che non possa essere consigliata in modo generico ma solo a chi si sente ispirato dagli elementi che contiene.

