
Il romanzo “I cacciatori di Dune” (“Hunters of Dune”) di Brian Herbert e Kevin J. Anderson è stato pubblicato per la prima volta nel 2006. È il settimo libro della saga di Dune e segue “La rifondazione di Dune“. In Italia è stato pubblicato da Fanucci nella traduzione di Annarita Guarnieri.
L’equipaggio dell’enorme non-nave a cui è stato dato il nome di Itaca continua gli sforzi per sfuggire al misterioso Nemico che sembra deciso a catturarla. Scytale, il maestro Tleilaxu prigioniero sull’Itaca, ha un ultimo asso nella manica per migliorare la sua situazione.
Murbella porta avanti il complesso lavoro di creare una sorellanza unita che include le Bene Gesserit e le Matres Onorate che hanno accettato di seguirla. Ci sono molti attriti interni e nemici esterni che rendono tesa la situazione sulla Casa Capitolare. Murbella cerca di capire la natura del Nemico e allo stesso tempo di colpire le Matres Onorate ancora indipendenti, a cominciare da quelle su Tleilax.
“I cacciatori di Dune” riprende la saga lasciata interrotta alla fine de “La rifondazione di Dune” a causa della morte di Frank Herbert. Suo figlio Brian ha dichiarato di aver trovato gli appunti del padre e, assieme a Kevin J. Anderson, li ha sviluppati per scrivere la conclusione della saga.
Il settimo libro della serie era in programma come parte del più ampio progetto di scrivere prequel, sequel, midquel e chi più ne ha più ne metta ambientati nell’universo di Dune. Tuttavia, Brian Herbert ha dichiarato che l’esame degli appunti di suo padre ha portato lui e Kevin J. Anderson a prevedere una lunghezza attorno alle 1.300 pagine. Sospetto fortemente che questa conclusione sia arrivata a causa degli standard di Anderson, che è uno scrittore di quantità. Per questo motivo, quello che doveva essere il settimo libro è diventato una coppia di libri.
I prequel scritti dai due autori hanno uno stile completamente diverso da quello di Frank Herbert e basterebbe cambiare qualche nome per renderli totalmente indipendenti dalla saga di Dune. Invece, in questi libri che hanno lo scopo di dare una conclusione alla saga originale se non altro sembrano fare uno sforzo per imitare almeno per alcuni versi lo stile di Frank Herbert.
La storia inizia tre anni dopo gli eventi alla conclusione de “La rifondazione di Dune” riprendendo le varie sottotrame lasciate in sospeso. L’arco narrativo che Frank Herbert stava sviluppando nei suoi ultimi libri era legato al ritorno dalla cosiddetta Dispersione delle Matres Onorate sotto la spinta di un Nemico potentissimo. Solo due misteriose figure di due persone anziane rappresentavano il Nemico e in questo nuovo libro gli autori danno loro un’identità.
Rimane difficile capire quanto di questo romanzo sia costituito dallo sviluppo degli appunti lasciati da Frank Herbert e quanto invece dalle idee sviluppate da suo figlio Brian e da Kevin J. Anderson. Il legame con il passato non riguarda solo i libri originali ma anche i prequel, con alcuni riferimenti che possono essere significativi ai fini della trama. Per questo motivo, è importante aver letto la trilogia delle cosiddette Leggende di Dune che comincia con “Il Jihad Butleriano” per capirli. Se non volete affrontare questo test del gom jabbar, dovete almeno leggerne le trame.
Gli ultimi due libri scritti da Frank Herbert vennero criticati e certamente hanno dei difetti. Tuttavia, si vedeva ancora la narrazione basata su trame sofisticate e sottigliezze tipica dell’autore nello sviluppo della saga di Dune. In questo nuovo libro invece si vede sempre di più una narrazione in cui scelte dei personaggi e altri elementi della storia vengono spiegati in modo esplicito.
La scelta di continuare una storia che aveva già precisi sviluppi ha almeno costretto gli autori a mantenere un minimo di standard qualitativi. Probabilmente è per questo motivo che “I cacciatori di Dune” mi è parso superiore alle space opera nello stile delle riviste pulp tipiche di Kevin J. Anderson. Può avere senso leggerlo per i fan della saga originale di Dune con la consapevolezza che è necessario leggere anche il libro finale per raggiungere la conclusione.
