
Il romanzo “Vedere un altro orizzonte”, conosciuto anche come “Svegliatevi, dormienti” (“The Crack in Space”) di Philip K. Dick è stato pubblicato per la prima volta nel 1966. In Italia è stato pubblicato come “Vedere un altro orizzonte” dalla Casa Editrice La Tribuna nel n. 99 di “Galassia” e nel n. 2 di “Bigalassia” e da Bompiani nel n. 150 di “Tascabili Bompiani”, nel n. 14 de “Gli Squali” e nel n. 587 de “I Grandi Tascabili Bompiani” nella traduzione di Luigi Dancelli e come “Svegliatevi, dormienti” da Fanucci nel n. 9 di “Collezione Dick”, anche nell’edizione speciale per il 25° anniversario e in “Fanucci Narrativa” e da Mondadori in “Oscar” nella traduzione di Simona Fefè.
La scoperta di un portale che apre una via verso un altro pianeta che, almeno in apparenza, è uguale alla Terra ha ramificazioni anche a livello politico. Le elezioni presidenziali sono alle porte e Jim Briskin vuole diventare il primo presidente nero in una campagna elettorale che diventa più che mai fuori dal normale.
Settanta milioni di persone, per la maggior parte non bianchi, sono entrate in un sonno criogenico in attesa che un posto di lavoro diventi disponibile per loro. L’altra Terra potrebbe diventare una nuova frontiera molto più appetibile delle colonie su Marte da aprire alla colonizzazione da parte dei dormienti, che finalmente potrebbero svegliarsi.
La prima parte di “Vedere un altro orizzonte” era stata pubblicata come romanzo breve il cui titolo “Cantata 140” è un riferimento musicale a un’opera di Johann Sebastian Bach, “Destatevi, ci chiama la voce” (“Wachet auf, ruft uns die Stimme”). Si tratta di un compositore che Philip K. Dick amava molto e gli diede una parte dell’ispirazione per il romanzo breve originale. L’idea del tunnel usato per collegare due punti dello spazio molto lontani era già stata esplorata da Dick nel racconto “Un autore importante” (“Prominent Author”) del 1954.
La storia, successivamente allungata per formare un romanzo vero e proprio, ci porta in un 2080 in cui la Terra è sovrappopolata e i disoccupati finiscono in un sonno criogenico che li espone al rischio che qualcuno prelevi i loro organi. È tutto illegale ma si tratta di poveri e per la maggior parte non bianchi perciò non c’è interesse a tutelarli.
Negli anni in cui Philip K. Dick scriveva questa storia, l’idea di un presidente degli USA nero era fantascienza perciò l’autore ambientò la campagna elettorale di Jim Briskin nel 2080. Certi problemi sociali vennero proiettati in quel futuro mescolando temi come la sovrappopolazione, che all’epoca era già al centro di tante storie, ad altri che esistevano già all’epoca legati a razzismo e lavoro.
Nel 1959, qualche anno prima di scrivere il romanzo breve originale, Philip K. Dick aveva scritto il nome di Martin Luther King sulla scheda elettorale delle elezioni presidenziali. Il candidato nero Jum Briskin è diverso dai soliti politici per il suo idealismo e vede una possibilità per i reietti in sonno criogenico quando viene scoperta una Terra parallela. Le cose diventano rapidamente più complicate di quanto lui o chiunque altro potesse immaginare.
“Vedere un altro orizzonte” è considerato tra i romanzi minori di Philip K. Dick perché è caotico anche per gli standard di un autore che, anche nel migliore dei casi, tendeva a sviluppare le sue storie in modo disordinato. Oggi viene acclamato come un grande artista ma nel corso della sua vita doveva scrivere rapidamente le sue storie badando più alla quantità che alla qualità per sbarcare il lunario. A volte quelle storie gli riuscivano bene mentre in casi come questo romanzo non aveva il tempo per revisionarle in modo da sviluppare in modo appropriato i tanti elementi narrativi.
Rileggendo oggi “Vedere un altro orizzonte” mi fa pensare che, dopo tutto, pur con i suoi difetti, la storia di lavoratori di basso livello sia oggi più attuale che mai. Il romanzo include anche personaggi decisamente pittoreschi come George Walt e l’inventore Brent Mini. Insomma, sarà pure un romanzo minore di Philip K. Dick ma i vari temi con le ramificazioni sociali ed economiche secondo me lo rendono comunque intrigante.
