
Il romanzo “Pandora: tradimento” / “Pandora: Giuda” (“Judas Unchained”) di Peter F. Hamilton è stato pubblicato per la prima volta nel 2005. È il secondo libro della saga del Commonwealth e segue “Pandora“. In Italia è stato pubblicato da Mondadori in due parti: la prima nel n. 67 di “Urania Jumbo” come “Pandora: tradimento” e la seconda nel n. 68 come “Pandora: Giuda” nella traduzione di Davide De Boni.
L’attacco dei Prime hanno causato una crisi nel Commonwealth InterSolare. I pianeti devastati dagli alieni sono il problema più ovvio ma ci sono conseguenze a lungo termine tutte da valutare. La priorità è fermare ulteriori invasioni di pianeti colonizzati da umani ma è necessario trovare anche il modo per sconfiggerli.
Mentre Ozzie Isaac continua la sua quest alla ricerca di risposte, qualcuno nel Commonwealth comincia a credere che dietro alla storia dello Starflyer vi possa essere qualcosa di reale. La guerra sembra poter finire solo con il genocidio di una delle due specie coinvolte.
Questa è la seconda parte della duologia del Commonwealth InterSolare in cui le varie sottotrame riprendono direttamente da dove erano terminate nella prima parte. Si tratta di un’unica storia divisa in due libri (quattro libri in Italia) e vanno letti entrambi per averla tutta intera.
Questo secondo libro racconta la guerra tra il Commonwealth e gli alieni Prime con tutte le sue ramificazioni. Le varie sottotrame iniziate in “Pandora” continuano a essere sviluppate con i tanti personaggi coinvolti. I personaggi importanti continuano a essere seguiti in sottotrame che si incrociano in vari modi.
In certi casi, i nuovi sviluppi danno anche un senso a parti che nel primo libro sembravano aver poco a che fare con il resto del romanzo. Alcune sottotrame sembravano perfino appartenere a generi letterari diversi dalla fantascienza. In questo secondo libro, gli sviluppi di quelle sottotrame legati alla guerra convergono anche dal punto di vista tematico.
La sottotrama legata alla quest di Ozzie Isaac è quella che sembra più slegata dal resto della storia fino al ritorno nel Commonwealth di questo protagonista e dei suoi compagni di viaggio. Sembra quasi un romanzo nel romanzo ma alla fine anche le azioni di Ozzie hanno il loro senso e la loro importanza nella trama più ampia.
Le varie sottotrame convergono, anche se in certi casi continuano a essere sviluppate in parallelo fino alla fine. Ciò rende un po’ più facile la lettura di un altro libro che è molto lungo ma, grazie a questa convergenza, un po’ meno complesso del primo. La trama di fondo legata alla guerra rende il ritmo più omogeneo: l’azione è indirizzata agli scontri tra umani e Prime e per questo motivo il ritmo tende a essere veloce, anche grazie al fatto che i personaggi importanti hanno già avuto sviluppi significativi nel primo libro.
L’elemento tecnologico continua a essere importante e la guerra porta nuovi sviluppi ma al centro ci sono storie di esseri umani, con i loro pregi e i loro difetti. Peter F. Hamilton aveva già mostrato una civiltà futura che dal punto di vista sociale era rimasta per molti versi al livello di oggi. Una delle conseguenze in questo secondo libro è che perfino quando c’è un rischio di estinzione per l’umanità i potenti si impegnano nei loro scontri politici.
La situazione diventa complessa anche perché diversi personaggi importanti devono fare scelte difficili. Anche nel mezzo di eventi concitati, vi possono essere discussioni tra personaggi sulle azioni da intraprendere. Vari problemi etici e morali legati all’esito della guerra avranno influenze importanti sulla guerra stessa e sul futuro dell’umanità.
Questa seconda parte della duologia conferma che è molto adatta a chi apprezza storie molto lunghe e complesse. Peter F. Hamilton è uno specialista di questo tipo di storie e ha creato un universo narrativo molto ricco, al punto da aver continuato negli anni successivi a scrivere romanzi ambientati nel Commonwealth InterSolare.
