
Il romanzo “The Serpent’s Tongue” di Jonathan Macho è stato pubblicato per la prima volta nel 2020. È inedito in Italia.
Una gita scolastica a Stratford-upon-Avon diventa per Lucy Wilson e Hobo un’altra lotta contro alieni. Grazie all’anello datole da Anne Travers, Lucy riesce a viaggiare nel tempo e assieme a Hobo riesce a sconfiggere gli Ursiniani. I due trovano anche il tempo di farsi una nuova amica in Louise, una ragazzina locale che è una grande fan di William Shakespeare e sta celebrando il giubileo del Bardo.
Quando Louise si accoda ai suoi nuovi amici e li segue nel loro viaggio di ritorno nel XXI secolo, la sua presenza diventa un problema per le domande che suscita in genitori e insegnanti. Non è certo il problema maggiore perché due entità che usano i nomi Prospero e Puck li stanno sorvegliando.
La serie “The Lucy Wilson Mysteries” racconta le avventure della nipote di Alistair Lethbridge-Stewart, un personaggio diventato celebre nella serie “Doctor Who“. Si tratta di una serie orientata a lettori giovani con romanzi molto più brevi rispetto alle normali serie legate a questa saga. Le storie includono quasi esclusivamente personaggi inventati per altri racconti e romanzi e solo occasionalmente personaggi apparsi nella serie televisiva.
“The Serpent’s Tongue” è un romanzo strutturato come un’opera teatrale per un grande omaggio a William Shakespeare. Il Bardo non ha certo bisogno di pubblicità ma Lucy Wilson ha un atteggiamento non proprio entusiasta nei suoi confronti. È una brava studentessa perché è molto intelligente e il suo atteggiamento suggerisce che le opere di Shakespeare costituiscano oggetto di studio nelle scuole britanniche ma vengano considerate noiose da molti studenti. Jonathan Macho usa questo romanzo per offrire ai lettori che hanno avuto quel tipo di esperienza negativa una percezione diversa di Shakespeare.
La presenza degli alieni Ursiniani è una scusa per far avanzare una trama piena di riferimenti più o meno espliciti alle opere di William Shakespeare. Louise ne parla in continuazione, almeno quando non sta cercando di capire qualcosa del XXI secolo. Il suo personaggio viene usato per promuovere attivamente le opere del Bardo, anche spiegando che sono opere teatrali e leggerle a scuola è un sostituto di valore decisamente inferiore.
Louise non ha un’istruzione scolastica in senso moderno ma ha potuto vedere rappresentazioni di opere di Shakespeare fin da quand’era bambina perciò ha avuto la possibilità di apprezzarle per ciò che sono realmente. La sua percezione del Bardo non è di un autore che è stata costretta a studiare con l’aggravante di aver fruito delle sue opere in un modo parziale e in qualche modo distorto. La conseguenza è che le emozioni che suscita in lei sono praticamente opposte a quelle di Lucy Wilson.
Le due entità che fin dall’inizio osservano i protagonisti usano i nomi Prospero e Puck, due personaggi di opere di William Shakespeare, rispettivamente “La tempesta” e “Sogno di una notte di mezza estate”. Per buona parte del romanzo trattano tutto come un palcoscenico sul quale viene messa in atto un’opera di cui influenzano la trama in vari modi.
Alla fine, “The Serpent’s Tongue” è un romanzo che non richiede di conoscere le opere di William Shakespeare ma probabilmente è più divertente per chi riesce a riconoscere i riferimenti. Può incuriosire chi conosce poco o nulla del Bardo. La sua struttura inusuale per un romanzo può risultare complessa per un bambino ma un lettore adolescente dovrebbe essere già in grado di capirla e apprezzare il contenuto.
