Provenance di Ann Leckie

Provenance di Ann Leckie
Provenance di Ann Leckie (edizione americana)

Il romanzo “Provenance” (“Provenance”) di Ann Leckie è stato pubblicato per la prima volta nel 2017. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 32 di “Urania Jumbo” nella traduzione di Francesca Mastruzzo.

Ingray Aughskold ha speso tutti i suoi soldi per far uscire Pahlad Budrakim dal pianeta prigione dove era stato esiliato da Hwae e per il viaggio sull’astronave del capitano Tic Uisine che dovrebbe riportarli a casa con documenti falsi per Pahlad. Il suo piano è di riuscire a ritrovare le preziosissime vestigia la cui sostituzione con dei falsi ha causato la condanna di Pahlad.

Quando Ingray Aughskold risveglia Pahlad Budrakim dal sonno criogenico in cui è stato messo dopo la sua liberazione, riceve una brutta sorpresa quando la persona che le è stata consegnata sostiene di essere qualcun altro. A Ingray non resta che rivedere pesantemente i suoi piani perché fallire significherebbe perdere qualsiasi speranza di succedere alla madre adottiva nella sua carica politica. Al loro arrivo su Hwae però le cose cominciano appena a diventare complesse.

Ann Leckie è diventata celebre con la trilogia Imperial Radch e a un paio d’anni di distanza ha pubblicato un altro romanzo ambientato nello stesso universo narrativo. “Provenance” contiene alcuni riferimenti ad eventi di quella trilogia ma non è indispensabile averla letta perché questo nuovo romanzo è ambientato in un’area di spazio esterna al Radch. Ciò porta a una maggiore complessità a livello di genere perché può essere maschile, femminile o nemæ.

I personaggi di questo romanzo sono quasi tutti umani con l’eccezione di un’ambasciatrice (al momento è di sesso femminile) Geck. Si tratta di una presenza importante anche perché sullo sfondo ci sono incontri diplomatici legati a un trattato tra diverse specie. Tuttavia, al centro della trama c’è la politica di Hwae, dove alcune cariche appartengono a famiglie importanti e vengono ereditate dal figlio o figlia che il genitore ritiene più meritevole.

Netano Aughskold non ha figli biologici ma ha adottato alcuni bambini e Danach è considerato il favorito alla successione. Per questo motivo, Ingray è costretta a mettere in atto un piano azzardato basato sulla collaborazione della persona condannata a quello che è sostanzialmente un esilio a vita per aver rubato alcune importantissime vestigia, oggetti di enorme valore storico e non solo per la sua famiglia.

L’importanza delle vestigia su Hwae è uno dei temi del romanzo. Esse ricordano ai cittadini chi sono e da dove vengono, il motivo per cui la condanna per il loro furto è così severa. Ricercatori stranieri arrivano alla ricerca di prove che la storia ufficiale di Hwae non è quella reale e anche in questo caso le cose diventano rapidamente complicate.

In tutto ciò Ingray Aughskold si trova in mezzo a tutte le possibili complicazioni, a volte perché i suoi piani non si sviluppano come previsto ma in alcuni casi perché si è trovata nel posto sbagliato nel momento sbagliato. A volte sembra un po’ piagnona pensando che è cresciuta in una famiglia importante con una madre adottiva che l’ha spinta a eccellere stimolando la competizione tra i suoi figli. Dovrebbe essere abituata ad affrontare difficoltà ma finisce in una situazione in cui deve affrontare una crisi dopo l’altra.

Lo sviluppo dei personaggi non è particolarmente approfondito ma alcuni di essi nascondono vari segreti perciò è possibile conoscerli solo in parte. Pensando alla centralità della famiglia nella trama, mi sarei comunque aspettato maggiori sviluppi in particolare di Netano e Danach Aughskold.

Vari intrecci tra i diversi elementi della storia la rendono alquanto contorta. Nonostante ciò e una protagonista che ho trovato poco interessante, “Provenance” mi è parso nel suo complesso divertente per alcune parti leggere e soprattutto per l’elemento di commedia collegato all’ossessione esistente su Hwae per le sue vestigia. Per chi ha letto la trilogia Imperial Radch, offre anche un quadro più ampio di quell’universo narrativo. Lo consiglio a chi apprezza trame complesse che mescolano elementi di vari generi e pensa di poter almeno tollerare la protagonista.

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