Star Trek: Picard – Addio

Jean-Luc Picard (Patrick Stewart) e Q (John de Lancie) in Addio (Immagine cortesia Paramount+ / Amazon Prime Video)
Jean-Luc Picard (Patrick Stewart) e Q (John de Lancie) in Addio (Immagine cortesia Paramount+ / Amazon Prime Video)

“Addio” (“Farewell”) è il decimo e ultimo episodio della seconda stagione della serie “Star Trek: Picard” e segue “Nascondino“. È disponibile negli USA sulla piattaforma di streaming Paramount+ e in molte altre nazioni su Amazon Prime Video.

Nota. Quest’articolo contiene alcuni spoiler su “Addio”.

I viaggiatori e Tallinn (Orla Brady) devono cercare di salvare Renée Picard (Penelope Mitchell) e la missione Europa ma Adam Soong (Brent Spiner) sembra pronto a tutto per impedire il lancio. Tutti devono compiere scelte fondamentali per il loro futuro.

Il finale della seconda stagione riflette i suoi pregi e soprattutto i suoi difetti. Ha alcune scene che funzionano grazie ai personaggi e alle interpretazioni dei relativi attori ma altre sono un pasticcio e sprecano, stavolta definitivamente, il potenziale di varie sottotrame.

Fare i conti con il proprio passato caratterizza tutta la serie e nella seconda stagione è stato il tema centrale con tutti i personaggi importanti costretti a fare delle scelte decisive per il loro futuro. Le loro storie sono costruite attorno a questi viaggi che sono prima di tutto interiori senza pensare alla coerenza e usando vari temi interessante in modo superficiale e frettoloso.

La sottotrama relativa a Renée Picard è terminata piuttosto rapidamente con Adam Soong che sembrava caduto in disgrazia qualche episodio fa mentre sembra curiosamente potente in questo finale. La sua storia è stata sprecata malamente con un personaggio che incarna i tratti più banali dello scienziato megalomane e non basta il collegamento finale con la storia di Star Trek per salvarlo. La presenza della figlia Kore (Isa Briones) ha un senso solo per l’unica vera sorpresa dell’episodio arrivata dall’apparizione del Viaggiatore.

Neppure il vasto uso di fanservice, presente anche in “Addio”, basta a salvare una stagione che si è ammosciata episodio dopo episodio. Forse proprio la mancanza di attenzione a tutto ciò che non riguardava direttamente i problemi dei personaggi e i loro rapporti ha creato i danni maggiori. Sottotrame deboli hanno portato a scene che troppo spesso sono sembrate riempitivi.

Se non altro, trattandosi di “Star Trek: Picard”, la maggior parte dei momenti migliori di questo finale di stagione hanno potuto giovarsi delle interpretazioni di Patrick Stewart. Le scene tra Picard e Q (John de Lancie) rimarranno tra i momenti più significativi non solo di questa serie. Mi pare che siano riusciti a costruire qualcosa di decente tra 7 di 9 (Jeri Ryan) e Raffi Musiker (Michelle Hurd).

La stagione termina con l’introduzione di quella che dovrebbe essere la trama della terza stagione, quella finale di “Star Trek: Picard” che darà anche una sorta di addio anche al cast di “Star Trek: The Next Generation”. Dobbiamo sperare che siano andati oltre il fanservice perché è inutile usare personaggi di Star Trek se poi la trama è basata su cliché visti e stravisti anche a livello di soap opera.

Il Viaggiatore (Wil Wheaton) e Kore Soong (Isa Briones) in Addio (Immagine cortesia Paramount+ / Amazon Prime Video)
Il Viaggiatore (Wil Wheaton) e Kore Soong (Isa Briones) in Addio (Immagine cortesia Paramount+ / Amazon Prime Video)

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