The Long Utopia di Terry Pratchett e Stephen Baxter

The Long Utopia di Terry Pratchett e Stephen Baxter
The Long Utopia di Terry Pratchett e Stephen Baxter

Il romanzo “The Long Utopia” di Terry Pratchett e Stephen Baxter è stato pubblicato per la prima volta nel 2015. È il quarto libro della serie The Long Earth e segue “The Long Mars“. È al momento inedito in Italia.

A metà del XXI secolo la specie umana si è ormai sparsa su un numero indefinito di versioni parallele della Terra. Chi vuol far perdere le proprie tracce può scegliere di spostarsi su un’altra Terra molto lontana, da solo o mischiandosi a un altro gruppo in cui nessuno li conosce. Lobsang tenta questa strada usando un corpo che ha un aspetto molto naturale prodotto apposta per cercare di vivere come un normale essere umano.

Mentre Joshua Valienté è alla ricerca di suo padre e finisce per scoprire un passato molto più complesso di quanto pensasse, per i normali umani non sempre è facile vivere con i membri della nuova specie emersa tra di loro. Sono problemi che potrebbero scomparire quando Lobsang scopre che è andato a vivere su un mondo in cui stanno succedendo cose in apparenza impossibili che indicano chiaramente che sono all’opera forze estremamente potenti.

“The Long Utopia” è il primo romanzo della serie The Long Earth pubblicato dopo la morte di Terry Pratchett. Già nei romanzi precedenti l’impressione era che il contributo di Stephen Baxter fosse diventato preponderante e se “The Long Mars” non avesse il nome di entrambi gli autori sulla copertina avrei pensato che fosse stato scritto dal solo Baxter. Il peggioramento delle condizioni di salute di Pratchett, che morì il 12 marzo 2015, rende plausibile questo scenario.

“The Long Utopia” offre impressioni simili al romanzo precedente anche per una certa frammentazione tra le varie sottotrame. È una tendenza che è aumentata andando avanti con la serie dato che i protagonisti hanno cominciato a vivere avventure sempre più autonome. Rimangono alcuni intrecci che giustificano l’etichetta di romanzo a opere che sembrano sempre più antologie di storie ambientate sulla Lunga Terra.

I primi romanzi della serie avevano raccontato l’espansione dell’umanità in una frontiera che almeno apparentemente è inesauribile dato che il numero di versioni parallele della Terra sembra infinito. Certo, non tutte sono abitabili ma la quantità di risorse disponibili, anche tenendo conto di altre specie senzienti che abitano alcune di esse, sembra sufficiente per chissà quante generazioni.

La guerra sembra resa inutile e l’utopia del titolo di questo romanzo suggerisce la possibilità che finalmente gli umani riescano a vivere in pace. Leggendo il romanzo, il titolo sembra ironico dato che almeno alcuni degli sviluppi sembrano puntare in una direzione ben diversa dall’utopia.

Gli elementi più significativi di “The Long Utopia” sono la scoperta del passato della sua famiglia da parte di Joshua e l’ulteriore espansione di quest’universo narrativo in seguito alle scoperte di Lobsang. L’elemento del viaggio che aveva inizialmente caratterizzato questa serie è quasi scomparsa. Sulla Lunga Terra, sono trascorsi decenni da quando è diventato normale per gli esseri umani viaggiare nei mondi paralleli perciò questo ha senso. D’altra parte, i nuovi elementi importanti aumentano il senso di frammentazione di questo romanzo.

I temi sviluppati in questa serie cambiano spesso romanzo dopo romanzo, anche in modo radicale, e ciò non aiuta i lettori che preferiscono serie più omogenee. È come se la Lunga Terra fosse diventata una sorta di contenitore in cui ambientare storie a volte solo vagamente collegate. Per questo motivo, “The Long Utopia” può piacere a chi ha apprezzato la continua evoluzione della serie e dei suoi protagonisti.

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