Titano: fuga dal limbo di Alfonso Dama

Titano: fuga dal limbo di Alfonso Dama
Titano: fuga dal limbo di Alfonso Dama

Il romanzo “Titano: fuga dal limbo” di Alfonso Dama è stato pubblicato per la prima volta nel 2020 da Delos Digital nel n. 90 di “Odissea Fantascienza”.

La tecnologia ha raggiunto progressi tali da poter rigenerare tutte le parti di un corpo umano tranne il cervello. Passati i 400 anni, il cervello umano comincia a degenerare al punto da impazzire ma allo stesso tempo acquisisce poteri fuori dal normale. I cervelli di questi ultra-anziani vengono separati dai loro corpi e portati in una struttura speciale dove vengono immersi in un liquido chiamato in gergo melma.

Salvius Sorrenti è abituato a compiere lavori fuori dal normale ma la richiesta che riceve è sorprendente anche per i suoi standard: entrare nella melma per contattare uno dei cervelli. Anche il compenso offerto è davvero straordinario perciò Salvius accetta ma ben presto si renderà conto che il suo viaggio lo porterà a scoperte sconvolgenti.

L’idea di fondo di “Titano: fuga dal limbo” ricorda certe vecchie storie di fantascienza con connotazioni horror in cui cervelli separati dal loro corpo perdevano la loro umanità e, con qualche mezzo che sostituiva il loro corpo, finivano per compiere qualche atto orrendo. In questo caso si vede fin dall’inizio che la situazione è più complessa, legata agli strani poteri sviluppati dai cervelli pazzi. Si può dire che questa è solo la chiave che apre la porta che dà inizio a una storia molto più ampia.

Nel suo tentativo di contattare uno dei cervelli, Salvius Sorrenti finisce in quella che superficialmente è una storia avventurosa con un ritmo elevato piena di sorprese, rivelazioni e colpi di scena. Si tratta solo del livello di lettura più semplice di “Titano: fuga dal limbo” ma il prologo presenta un multiverso mostrando subito che la trama non può essere così semplice.

Alfonso Dama ha inserito nella storia una serie di elementi che si estendono nello spazio e nel tempo, tra scienze come la fisica quantistica e tanti riferimenti storici, compresi alcuni esoterici. Parte del divertimento consiste nel riconoscere i vari riferimenti e le loro interconnessioni all’interno della trama del romanzo.

La complessità della trama è sviluppata anche nelle interconnessioni tra universo fisico, universo mentale e luoghi che potrebbero appartenere ad altri universi. È un caso in cui il confine tra il viaggio fisico e il viaggio interiore di Salvius Sorrenti sono impossibili da separare.

Tutti questi elementi costituiscono frammenti della trama che formano una sorta di mosaico che alla fine mostra un’immagine molto più grande. I tasselli del mosaico possono essere a volte colpi di scena che cambiano la prospettiva per Salvius Sorrenti ma anche per il lettore. Eventi del romanzo e a volte eventi storici vengono visti improvvisamente in modo diverso in seguito a una delle scoperte che il protagonista compie nel corso della sua ricerca.

Si può dire che in “Titano: fuga dal limbo” Alfonso Dama ha applicato tutta la sua esperienza di scrittore accumulata in una carriera lunga ormai alcuni decenni durante la quale ha scritto storie di generi molto diversi. La fusione di elementi che sono almeno apparentemente eterogenei era tutt’altro che facile e l’autore l’ha fatto in modi a volte davvero sorprendenti. Ciò rende anche impossibile dare un’idea chiara della trama evitando spoiler.

Complessivamente, “Titano: fuga dal limbo” è un romanzo sorprendente per la sofisticata fusione di elementi che mantengono l’attenzione del lettore fino alla fine. Per questa ricchezza ben valorizzata, ne consiglio la lettura, magari anche una seconda volta per apprezzarne pienamente i tanti dettagli.

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