It di Stephen King

It di Stephen King
It di Stephen King

Il romanzo “It” (“It”) di Stephen King è stato pubblicato per la prima volta nel 1986. Ha vinto il British Fantasy Award. In Italia è stato pubblicato da Sperling & Kupfer nella traduzione di Tullio Dobner.

1957. Georgie Denbrough sta approfittando delle forti piogge per giocare sulle strade di Derry con una barchetta di carta. Quando essa finisce in un canale di scolo, Georgie teme di averla perduta ma nell’apertura del canale vede il volto di un clown che comincia a parlargli. Quando Georgie si avvicina, l’entità con le sembianze di un clown lo uccide facendolo a pezzi. È solo il primo di una serie di omicidi che colpisce Derry.

1985. Mike Hanlon è il bibliotecario di Derry e si rende conto che è iniziato un nuovo ciclo di strani omicidi perciò chiama i suoi sei vecchi amici che si sono trasferiti altrove ma tanti anni prima avevano giurato che sarebbero tornati a Derry se ciò fosse successo. Essi avevano dimenticato completamente gli eventi della loro infanzia ma la chiamata di Mike comincia a ripristinare quelle memorie con gli orrori a esse connessi.

Stephen King cominciò a mettere assieme le idee che formarono “It” alla fine degli anni ’70 per poi cominciare a scrivere il romanzo nel 1981 in una fatica durata oltre quattro anni dato che lo terminò alla fine del 1985. Il tempo impiegato non rispecchia solo la lunghezza di ben oltre 1.000 pagine ma anche la complessità di un romanzo che è certamente horror ma contiene anche molto altro che va ben oltre quel genere.

“It” ci porta nella cittadina di Derry, nel Maine, raccontando una storia ambientata in parte nel 1957-58 e in parte nel 1984-85 alternando i due periodi con i protagonisti bambini e adulti. Stephen King costruisce pezzo per pezzo l’ambientazione in quella che può sembrare una tranquilla cittadina che in realtà nasconde vari lati oscuri. C’è l’entità chiamata semplicemente “It” che si manifesta in vari modi tra cui in particolare il clown Pennywise ma anche gli esseri umani possono essere maligni e a Derry gli esempi non mancano.

Nella storia ambientata nel 1957-58 c’è la formazione del Club dei Perdenti, sette ragazzini che stringono un’amicizia profonda che costituisce un elemento cardine del romanzo. In quel racconto c’è una certa nostalgia per quell’età ma Stephen King non risparmia mai le parti negative, anche violente, in questo caso con l’entità ma anche con i bulli locali, con i razzisti e in certi casi con i genitori.

La parte realistica della storia dei Perdenti affianca quella soprannaturale ma i confini possono essere labili. È una storia che entra sotto pelle proprio perché Stephen King la costruisce pezzo per pezzo facendo partecipare il lettore alle loro vite. Nella storia ambientata nel 1984-85 si possono vedere tutte le conseguenze degli eventi di 28 anni prima non solo nella lotta contro It ma anche negli altri modi in cui la loro vita è stata influenzata dalle loro esperienze traumatiche nonostante le abbiano dimenticate.

Generalmente nei romanzi di formazione i protagonisti sono giovani adulti o almeno alla fine della loro adolescenza, in “It” sono giovanissimi ma finiscono coinvolti in una serie di eventi che per loro rappresentano una perdita dell’innocenza che li forza a una maturazione precoce.

Il romanzo è molto lungo ma alla fine si può vedere il complesso intreccio tra le vite dei Perdenti e di altri personaggi, compreso lo stesso It dato che c’è anche uno scavo nella storia passata di Derry. Alla fine ci si rende conto che tutti i dettagli, incluse alcune citazioni di altri romanzi di Stephen King, hanno un loro senso per creare quell’ambientazione e tutte le emozioni legate ad essa. A volte il racconto di eventi ordinari rallenta il ritmo ma è utile per dare completezza all’ambientazione e allo sviluppo dei personaggi importanti.

“It” ha avuto finora due adattamenti: uno in una miniserie per la televisione nel 1990 e uno in due film usciti nel 2017 e nel 2019.

“It” è forse il maggiore capolavoro di Stephen King anche se è difficile scegliere il migliore tra le sue opere. Per i temi che tratta secondo me la lunghezza è giustificata perciò ne consiglio la lettura al di là delle etichette di genere.

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