Ricamo di Lavie Tidhar

Terminale Terra di Lavie Tidhar
Terminale Terra di Lavie Tidhar

Il racconto breve “Ricamo” (“Needlework”) di Lavie Tidhar è stato pubblicato per la prima volta nel 2013. In Italia è stato pubblicato da Future Fiction all’interno dell’antologia “Terminale Terra” nella traduzione di Rita Demaria.

Bobby Nguyen sta studiando gastronomia molecolare e ci mette grande impegno perché superare il corso con il massimo dei voti gli permetterebbe di trovare lavoro nello spazio. Nhu cuce tute spaziali di seta ma vorrebbe viaggiare tra le stelle. Entrambi si dividono tra le fatiche quotidiane e la speranza di un futuro migliore.

“Ricamo” offre un ritratto della vita dei due protagonisti, dei quali descrive soprattutto i sogni, con le loro speranze e le emozioni connesse ad essi. Lavie Tidhar lo usa per offrire informazioni sul mondo in cui vivono, che sia Bobby che Nhu vorrebbero lasciare per trovare fortuna nello spazio.

Il racconto è ambientato nello stesso universo narrativo del romanzo “Central Station” ma è totalmente autonomo. D’altra parte le informazioni che contiene su di esso lo rendono secondo me un buon complemento di quel romanzo, una sorta di piccolo extra che offre al lettore un’ulteriore visione legata a luoghi diversi da Central Station.

Il periodo in cui è ambientato “Ricamo” ha carattristiche facilmente riconoscibili, anche perché Lavie Tidhar si concentra sull’elemento umano piuttosto che sui progressi tecnologici. La conseguenza è che elementi come i viaggi spaziali, l’upload di menti umane in sistemi informatici o gli occhi firmati acquistabili nei negozi sono solo accennati per dare il senso di un futuro ma il lettore può rapportarsi con i sogni dei protagonisti, che in sostanza desiderano un futuro migliore.

Tante cose sono cambiate ma l’umanità è rimasta sostanzialmente la stessa, nel bene e nel male. I lavori pubblici nelle città vengono compiuti da operai robot ma le città marziane hanno molte cose in comune con quelle terrestri, anche nei problemi di vivibilità a causa della scarsità di spazio e di mancanza di privacy.

Il risultato di tutto ciò è che in “Ricamo” Lavie Tidhar racconta alcuni eventi normali per i protagonisti Bobby e Nhu fino al momento finale. La validità del racconto sta secondo me nelle emozioni legate ai loro sogni, che trascendono tempo e spazio, essendo fortemente legate alla loro umanità.

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