All’ombra di Tycho di Clifford D. Simak

All'ombra di Tycho di Clifford D. Simak
All’ombra di Tycho di Clifford D. Simak

Il romanzo “All’ombra di Tycho” (“The Trouble With Tycho”) di Clifford D. Simak è stato pubblicato per la prima volta nel 1960 sulla rivista “Amazing Science Fiction” e nel 1961 come libro. In Italia è stato pubblicato dalla Casa Editrice La Tribuna nel n. 17 di “Galassia” nella traduzione di Lella Pollini, da Feltrinelli Editore all’interno di “Fantaluna” nella traduzione di Roberta Rambelli, dalla Libra Editrice nel n. 7 di “Saturno” nella traduzione di Ugo Malaguti e da Mondadori all’interno del n. 170 di “Urania Collezione” nella traduzione di Roberta Rambelli. Quest’ultima edizione è disponibile anche in formato Kindle su Amazon Italia e Amazon UK e in formato ePub su IBS.

Chris Jackson è un cercatore lunare che vive faticosamente cercando i rari licheni presenti in un’area della Luna. L’incontro con Amelia Thompson potrebbe cambiare le sue prospettive perché la ragazza vorrebbe terminare un’impresa iniziata da suo fratello ma ciò significa avventurarsi nel cratere di Tycho, dove molti uomini sono già morti creando una fama a dir poco sinistra.

Chris Jackson preferirebbe non rischiare la vita rimanendo lontano dal cratere di Tycho ma la situazione cambia quando viene assunto per fare da guida a uno scienziato che vorrebbe risolvere il mistero. Il rischio è enorme ma il risultato potrebbe essere la scoperta dei segreti dei licheni, della forma di vita lunare conosciuta come levrieri e altro ancora.

Clifford D. Simak è noto soprattutto per le sue storie ambientate sulla Terra che spesso mostravano il suo forte legame con un mondo bucolico. Ciò non vuol dire che non scrivesse storie ambientate almeno in parte nello spazio, anzi ne scrisse parecchie e “All’ombra di Tycho” è ambientata sulla Luna.

In questo romanzo, c’è un avamposto umano sulla Luna e ci sono cercatori che vivono grazie alla presenza dei rari licheni, una delle misteriose forme di vita scoperte in un’area della Luna. La scoperta delle proprietà curative di questi licheni li ha resi preziosi creando un mercato attorno ad essi.

La vita del cercatore non è facile perché deve portarsi dietro tutto il necessario a sopravvivere in un ambiente pieno di pericoli. I cercatori usano una specie di trattore per muoversi sulla Luna ma qualsiasi problema là fuori può essere letale. A parte la presenza di alcune forme di vita, l’ambiente lunare è realistico e lo sono anche i rischi per i cercatori.

In particolare, il grande cratere di Tycho è ritenuto estremamente pericoloso dopo che tre spedizioni sono precipitate al suo interno per motivi ignoti. I più superstiziosi pensano che sia un cratere maledetto e anche i più coraggiosi tendono a mantenere le distanze perché ben pochi hanno voglia di correre più rischi del normale.

Per certi versi, in “All’ombra di Tycho” Clifford D. Simak ha riprodotto un ambiente di pionieri come quello dei luoghi in cui ci fu la corsa all’oro con i pericoli aggiuntivi dati dall’ambiente lunare e i misteri legati al cratere di Tycho. Insomma, è un romanzo ambientato fuori dalla Terra ma l’autore ha creato una storia per molti versi legata al pianeta madre.

La storia è un’avventura legata al mistero di Tycho e alle leggende nate attorno alle presunte ricchezze che un uomo abbastanza coraggioso da affrontare i suoi pericoli e abbastanza abile da superarli vi troverebbe. Chris Jackson è un cercatore che preferirebbe stare lontano da Tycho ma finisce per essere coinvolto in una nuova ricerca su di esso.

La trama è molto semplice e lineare per un romanzo davvero breve per gli standard attuali. In questi casi c’è il rischio che il risultato sia un’avventura banale e scontata ma Clifford D. Simak riesce a metterci un po’ di pathos e qualche elemento filosofico nelle riflessioni del protagonista Chris Jackson, l’unico personaggio che abbia qualche sviluppo, che migliorano la storia.

Complessivamente, “All’ombra di Tycho” non mi pare tra i migliori romanzi di Clifford D. Simak. Tutto sommato secondo me è abbastanza buono ma è davvero breve e legato a un tipo di fantascienza avventurosa tipico delle riviste pulp. Per questo motivo lo consiglio soprattutto ai fan di quel tipo di storie e dell’autore.

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