The Arrows of Time di Greg Egan

The Arrows of Time di Greg Egan
The Arrows of Time di Greg Egan

Il romanzo “The Arrows of Time” di Greg Egan è stato pubblicato per la prima volta nel 2013. È il terzo libro della trilogia Orthogonal ed è il seguito di “The Eternal Flame“. È inedito in Italia.

L’astronave generazionale Peerless sta viaggiando nello spazio alla ricerca di una tecnologia in grado di salvare il mondo natale del suo equipaggio sfruttando il fatto che il tempo sull’astronave scorre diversamente rispetto al pianeta. Tuttavia, dopo diverse generazioni, c’è chi non è interessato a lavorare per salvare un mondo che non ha mai neppure visto.

I tanti progressi scientifici e tecnologici hanno portato anche profondi cambiamenti sociali, non senza problemi. Quando viene creato uno strumento che permette di comunicare con il futuro, le reazioni sono molto diverse. Viene deciso di mettere al voto il suo utilizzo ma c’è chi vuole impedire quella possibilità con ogni mezzo.

Nell’ultimo libro della trilogia Orthogonal, Greg Egan salta ancora in avanti nel tempo, iniziandolo in un momento chiave della missione della Peerless, la montagna trasformata in un’enorme astronave nel primo libro. In una storia che attraversa generazioni, ancora una volta i personaggi cambiano e per molti versi il terzo libro è autonomo rispetto ai due precedenti ma essi sono indispensabili per comprendere l’universo in cui è ambientata.

Fin dal primo libro, Greg Egan ha cominciato a illustrare le leggi fisiche dell’universo in cui è ambientata la trilogia Orthogonal, diverse rispetto a quelle del nostro universo, attraverso le scoperte scientifiche di vari personaggi. L’autore ha messo on line una sezione del suo sito che spiega la fisica di quell’universo ma non è come leggere i romanzi. Secondo me è meglio leggere i tre romanzi in un tempo abbastanza breve per non doversi ogni volta ristudiare almeno un po’ della fisica di quell’universo.

C’è l’ulteriore complicazione data dal fatto che i protagonisti della trilogia sono alieni che appartengono a una specie con anatomia e fisiologia completamente diverse da quelle umane. Si tratta di un elemento importante nel corso della trilogia influenzando in vari modi la trama, in particolare per quanto riguarda i progressi della scienza medica e la loro riproduzione, un tema che Greg Egan ha continuato a sviluppare in “The Arrows of Time”.

Nella trilogia Orthogonal, la storia dei progressi tecnico-scientifici va di pari passo con quella dei cambiamenti sociali, tipicamente accompagnati da disaccordi tra gruppi con opinioni diverse che a volte sfociano nella violenza. In “The Arrows of Time”, i problemi iniziano a causa del fatto che non tutti vogliono che la Peerless ritorni al pianeta dei loro antenati e peggiorano quando viene scoperto il modo per comunicare con il futuro.

In quell’universo il tempo funziona in maniera diversa rispetto al nostro universo e in “The Arrows of Time” questo è un elemento centrale in tutta la trama. Una delle conseguenze è la possibilità di stabilire comunicazioni tra passato e futuro. La creazione di un apparecchio per comunicare con il futuro ha profonde conseguenze sui passeggeri della Peerless e alcuni di essi sono disposti a ricorrere alla violenza per impedirne l’uso.

Il problema della contrapposizione tra libero arbitrio e futuro fissato viene esplorato anche se a volte viene un po’ messo in secondo piano dalle tanti discussioni scientifiche e dagli scontri tra le fazioni favorevoli e contrarie alle comunicazioni con il futuro. Si tratta di un problema anche filosofico e forse Greg Egan non è l’autore più adatto a svilupparlo da quel punto di vista.

I comportamenti del tempo in quell’universo si vedono anche nella spedizione sul pianeta Esilio, un nome appropriato visto che l’obiettivo è una ricerca scientifica ma anche una ricognizione per capire se ci sia la possibilità di fondarvi una colonia. Anche in questo caso, oltre all’elemento scientifico c’è il rapporto tra i personaggi dato che persone con opinioni diverse devono lavorare assieme per parecchi anni.

Ci sono varie possibilità per il futuro della missione della Peerless ed è curioso che in “The Arrows of Time” il Consiglio che governa le attività a bordo dell’astronave appaia piuttosto lontano, anche in confronto al libro precedente. Sembra che i suoi membri siano politici attaccati al potere che per qualche motivo continuano a essere eletti. Come in tante altre occasioni, i personaggi sono alieni ma per molti versi sono simili agli esseri umani.

Pensando a tutti i temi inclusi nella trilogia Orthogonal e al lunghissimo arco narrativo, il finale è piuttosto sbrigativo. Sembra davvero uno dei casi in cui il viaggio è più importante della destinazione. A parte questo, “The Arrows of Time” mi è parso un finale soddisfacente per questa trilogia.

Se avete già letto i due romanzi precedenti e vi sono piaciuti, anche “The Arrows of Time” è da leggere per concludere la storia. Se dovete ancora iniziare la trilogia tenete presente che è orientata soprattutto agli appassionati di fantascienza “hard” in grado di apprezzarne la forte componente scientifica.

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