November 2016

Oliveto con nuvola bianca di Vincent Van Gogh

Ieri a Parigi è stato presentato un libro contenente 65 schizzi attribuiti a Vincent Van Gogh intitolato “Vincent Van Gogh, le brouillard d’Arles, carnet retrouvé” (Vincent Van Gogh, la nebbia d’Arlet, il taccuino ritrovato). Sarebbe una scoperta sensazionale e come tale è stata promossa se non fosse che il Museo Van Gogh di Amsterdam ha risposto alla presentazione dichiarando che gli schizzi sono dei falsi.

Il verde di Marte di Kim Stanley Robinson (Edizione americana)

Il romanzo “Il verde di Marte” (“Green Mars”) di Kim Stanley Robinson è stato pubblicato per la prima volta nel 1994. Ha vinto i premi Hugo e Locus. È il secondo romanzo della trilogia di Marte e segue “Il rosso di Marte”. In Italia è stato pubblicato da da Fanucci nella traduzione di Annarita Guarnieri.

Nei decenni dopo la rivoluzione del 2061 su Marte continuano le operazioni di terraformazione e arrivano sempre più coloni. Le idee sul futuro del pianeta continuano a essere diverse all’intero dei sopravvissuti tra i Primi Cento e ancor di più con gli interessi terrestri mirati allo sfruttamento delle risorse locali.

Una nuova generazione di veri marziani viene allevata, alcuni di essi in clandestinità come il gruppo di cui fa parte Nirgal, che assume un’importanza crescente. Pian piano Marte cambia mentre le tensioni tra le varie fazioni aumentano: il risultato determinerà il futuro del pianeta, che non è più tanto rosso.

Alla Watson Developer Conference tenuta a San Francisco, IBM ha annunciato Project Intu, una nuova piattaforma progettata per rendere accessibile il sistema di cognitive computing Watson da qualsiasi dispositivo. Lanciata per ora in una versione sperimentale, offre agli sviluppatori che hanno un account Bluemix di avere accesso a Watson Intu Gateway e di creare applicazioni che utilizzino Watson usando gli SDK forniti come software libero attraverso Watson Developer Cloud, Intu Gateway e GitHub.

Pulphagus®: Fango dei cieli di Lukha B. Kremo

Il romanzo “Pulphagus®: Fango dei cieli” di Lukha B. Kremo è stato pubblicato per la prima volta nel 2016 nel n. 1636 di “Urania”. È il vincitore del Premio Urania 2015.

Erewhon è un planetoide in orbita sublunare meglio conosciuto con il nome commerciale Pulphagus®. Non si tratta di un semplice corpo celeste roccioso perché vi sono presenti sostanze corrosive e soprattutto sostanze semiorganiche che lo rendono un’entità unica. Si può stare sulla sua superficie solo con una speciale tuta protettiva eppure lì c’è una colonia, composta in particolare da dipendenti della Pulphagus®.

Shevek torna su Pulphagus® dopo anni in una particolare missione per il suo capo Raskal, trovare Mirea, la sua ragazza di un tempo per portarla su LaTerra®. Nella sua ricerca dovrà affrontare una serie di pericoli, quelli ambientali derivanti da Pulphagus® stesso e quelli causati dai suoi abitanti.

Un articolo pubblicato sulla rivista “PLOS Genetics” descrive una ricerca sui geni presenti negli esseri umani moderni non africani ereditati dai Neanderthal. Secondo un team di ricercatori guidato da Ivan Juric dell’Università della California a Davis solo una piccola quantità di geni di Neanderthal sono rimasti nel DNA degli umani moderni perché la selezione naturale ha rimosso una gran quantità di varianti deleterie.