Gli impatti di asteroidi causano distruzione ma potrebbero anche aiutare lo sviluppo della vita

Mappatura del cratere Chicxulub (Immagine NASA/JPL-Caltech)
Mappatura del cratere Chicxulub (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” descrive una ricerca che ha trovato una possibile connessione tra gli impatti di asteroidi e la produzione di habitat per nuove forme di vita. Un team di ricercatori ha effettuato una serie di perforazioni nella struttura circolare sotterranea di Chicxulub, il grande cratere sotto la penisola dello Yucatan generato da un impatto. Quell’evento che diede inizio all’estinzione dei dinosauri e di molte altre forme di vita circa 66 milioni di anni fa.

La ricerca sul cratere Chicxulub è una delle tante che negli ultimi decenni stanno cercando di ricostruire gli eventi che portarono alla grande estinzione della fine del periodo Cretaceo. L’idea che l’impatto di un asteroide fosse stata la causa venne proposta alla fine degli anni ’70 dal fisico Luis Alvarez e da suo figlio Walter, geologo. Negli anni successivi, ricerche geologiche nell’area attorno alla penisola dello Yucatan portarono alla scoperta del cratere chiamato Chicxulub, come un villaggio vicino al suo centro.

Si stima che l’asteroide che produsse il cratere Chicxulub avesse un diametro di almeno 10 chilometri. Un anello del diametro di 180 chilometri è stato per un certo tempo considerato il confine del cratere ma indizi più recenti indicano che in realtà Chicxulub ha un diametro attorno ai 300 chilometri. L’impatto generò un’energia oltre un miliardo di volte superiore a quella delle atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki e potrebbe aver causato una forte attività vulcanica che contribuì alla grande estinzione.

Questa ricerca sul cratere Chicxulub è stata condotta tra aprile e maggio 2016 con una serie di perforazioni a profondità comprese tra 506 e 1335 metri sotto il livello del mare. Sono stati effettuati carotaggi per prelevare campioni dei materiali del cratere in corrispondenza del suo anello centrale, chiamato in gergo tecnico “anello di picco” (peak ring).

Le analisi dei campioni prelevati hanno fornito alcuni risultati sorprendenti perché suggeriscono che l’impatto abbia modificato la struttura delle rocce rendendole più porose e meno dense di quanto previsto dai modelli. Ciò è importante perché rocce porose possono costituire nicchie per lo sviluppo di organismi semplici, anche perché la circolazione dell’acqua riscaldata all’interno della crosta terrestre trasporterebbe sostanze nutritive.

Questo tipo di situazione era particolarmente significativa agli inizi della storia della Terra. All’epoca, gli impatti di asteroidi erano comuni ed è plausibile che abbiano creato rocce con proprietà simili. In sostanza, almeno un asteroide sembra il responsabile di una grande estinzione ma altri che colpirono la Terra qualche miliardo di anni fa potrebbero aver contribuito allo sviluppo di forme di vita primitive sul pianeta.

Questa ricerca ha anche ricostruito gli eventi che seguirono quell’impatto. L’asteroide colpì la Terra con una forza tale da spingere le rocce ancora più in basso della profondità di dieci chilometri circa sotto la superficie dov’erano all’epoca e successivamente verso l’esterno. Le rocce si sono poi mosse verso l’interno del cratere e in alto verso la superficie prima di collassare di nuovo verso il basso e verso l’esterno per formare l’anello di picco. In totale quelle rocce si sono mosse di circa 30 chilometri nel giro di pochi minuti.

La ricerca è solo all’inizio. Altre analisi approfondite dei campioni prelevati nel cratere Chicxulub verranno effettuate per migliorare i modelli esistenti e permettere di effettuare nuove simulazioni al computer più accurate. A questo punto le ricerche hanno vari scopi: ricostruire le conseguenze dell’impatto con il possibile tsunami, le tracce della rinascita della vita dopo l’estinzione ma anche il possibile ruolo di quel tipo di impatti nello sviluppo iniziale della vita sulla Terra.

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