Video Kill di Joanne Fluke

Video Kill di Joanne Fluke (edizione americana)
Video Kill di Joanne Fluke (edizione americana)

Il romanzo “Video Kill” di Joanne Fluke è stato pubblicato per la prima volta nel 1989. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 9 in “Horror Mondadori” e nel n. 11 di “Urania Horror” nella traduzione di Maria Lodovica Sarto. Quest’ultima edizione è disponibile anche in formato Kindle su Amazon Italia e Amazon UK e in formato ePub su IBS.

Erik Nielsen e Tony Rocca stanno cercando di vendere la sceneggiatura che hanno scritto per un possibile film intitolato “Video Kill”. Si tratta di un horror / slasher in cui uno psicopatico filma gli omicidi che compie e le sue vittime sono attrici. Un produttore è interessato ma il proprietario dello studio di produzione non vuole acquistare i diritti e la trattativa rimane in un limbo quando il produttore comunque acquista un’opzione sulla sceneggiatura.

I mesi passano e sembra che l’opzione scadrà senza che il film venga prodotto quando un’attrice viene uccisa in un modo che riproduce la celeberrima scena della doccia di “Psyco”. Lo stile dell’assassino ricorda la sceneggiatura di “Video Kill” e per i due autori si tratta di pubblicità, anche se di un tipo non voluto. Finzione e realtà cominciano a incrociarsi in maniera inquietante.

Joanne Fluke è celebre soprattutto per la serie di romanzi di Hannah Swensen, thriller che contengono una certa dose di umorismo. Tuttavia, già negli anni ’80 aveva scritto romanzi che mescolano quegli elementi ma con altre ambientazioni. “Video Kill” è ambientato a Hollywood e mescola la storia di due autori che stanno cercando di vendere una sceneggiatura a quella di un assassino che uccide riproducendo scene da film di Alfred Hitchcock.

La storia riguarda il mondo del cinema, tanto che i protagonisti non sono l’assassino né i poliziotti che indagano sugli omicidi bensì Erik Nielsen e Tony Rocca, due autori che stanno cercando di vendere la sceneggiatura di un film horror / slasher. L’idea venne a Joanne Fluke guardando film di Alfred Hitchcock e immaginando un serial killer che riproduceva scene dei film del maestro e da lì costruì quello che divenne “Video Kill”.

Nell’ambiente hollywoodiano descritto da Joanne Fluke il confine tra realtà e finzione sembra labile. Il fatto che qualcuno riproduca scene di film di Alfred Hitchcock uccidendo davvero le attrici è solo un esempio. Il legame diretto tra film e realtà lo rende particolarmente evidente ma nelle vite dei personaggi sembrano esserci esempi più sottili di finzione.

Nel corso del romanzo il lettore può accorgersi rapidamente che tutti i personaggi importanti hanno qualcosa da nascondere, anche alle persone più vicine. Per qualcuno il segreto riguarda i soldi, per qualcun altro riguarda la salute. Questi segreti vengono mantenuti per vari motivi che ai personaggi sembrano importanti ma la mancanza di comunicazione con amici e famiglia ha delle conseguenze sui rapporti personali.

C’è ad esempio Katy, che ha divorziato dal detective capo Sam Ladera per dedicarsi alla sua carriera di giornalista. Quando l’ex marito è incaricato di dirigere l’indagine sui delitti legati ai film di Alfred Hitchcock, Katy in qualche modo comincia a riavvicinarsi a lui per cercare uno scoop giornalistico ma ciò le rende difficile celargli ancora certe verità.

In tutto ciò, l’indagine sugli omicidi diventa secondaria. Dei poliziotti che presumibilmente indagano nel romanzo appare solo Sam Ladera, che è un vecchio compagno di scuola di Tony Rocca e grazie a quella vecchia conoscenza i due collaborano per analizzare gli omicidi. Questo loro lavoro è uno dei segreti che i due personaggi mantengono nel corso della storia.

Il difetto principale di “Video Kill” è che è etichettato come thriller ma secondo me la tensione è inesistente. Le scene in cui il serial killer uccide le sue vittime durano pochissime pagine e non contengono descrizioni particolarmente impressionanti. Gli omicidi sembrano quasi una scusa per raccontare le storie legate ai protagonisti.

“Video Kill” è etichettato come giallo / thriller con risvolti horror ma spesso sembra più una commedia. È fortemente orientato ai personaggi perciò Joanne Fluke dedica la maggior parte del romanzo a descrivere i loro sentimenti ed emozioni e le motivazioni delle loro azioni. La storia è una forte immersione nel mondo del cinema perciò se è il tipo che vi può piacere secondo me è divertente da leggere.

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