L’evoluzione di molte specie è forzata dalle attività umane

Culex Molestus, la zanzara della metropolitana di Londra
Culex Molestus, la zanzara della metropolitana di Londra

Un articolo pubblicato sulla rivista “Proceedings of the Royal Society B” descrive una ricerca sull’influenza delle attività umane sull’evoluzione di varie specie di piante e animali. Secondo un team di ricercatori del Center for Macroecology, Evolution and Climate dell’Università danese di Copenhagen in collaborazione con l’Università del Queensland, gli esseri umani stanno causando l’emergere di nuove specie che però non riescono a sostituire quelle che si stanno estinguendo.

Sta diventando sempre più comune l’utilizzo del termine Antropocene per indicare l’attuale epoca geologica in cui gli esseri umani stanno pesantemente influenzando l’ambiente con le loro attività. I cambiamenti climatici stanno portando all’estinzione di molte specie ma secondo i ricercatori guidati da Joseph Bull dell’Università di Copenhagen stanno anche forzando l’evoluzione di altre specie attraverso vari meccanismi.

In alcuni casi, è il contatto diretto con le attività umane a determinare cambiamenti in una specie. Nel corso dei millenni, gli esseri umani hanno addomesticato varie specie animali e sono intervenuti su piante per coltivarle. In molti casi, piante e animali sono stati trasportati in ambienti completamente diversi. Negli ultimi tre secoli, il numero di specie di piante apparse in Europa supera quello delle piante che si sono estinte.

Ci sono casi in cui l’interazione con gli esseri umani è involontaria. I ricercatori hanno fatto l’esempio della zanzara comune, che si è adattata all’ambiente artificiale della metropolitana di Londra tanto da essere diventata una nuova specie chiamata comunemente “zanzara della metropolitana di Londra” con il nome scientifico Culex molestus (foto ©Walkabout12). Queste zanzare non riescono più ad accoppiarsi con le zanzare comuni e per questo motivo si ritiene che costituiscano una nuova specie la cui evoluzione è stata influenzata dagli esseri umani.

Le nuove specie nate in seguito agli interventi degli esseri umani non compensano quelle che nel frattempo si sono estinte, spesso anche in questi casi a causa degli esseri umani. La professoressa Martine Maron dell’università di Queensland ha spiegato che contare il numero di specie non dà un’idea esatta dei fenomeni in corso. Il problema è nella biodiversità, che è il vero fattore che dà l’idea della stabilità di un ecosistema.

Un’analisi completa dell’influenza degli esseri umani deve tenere presente tutti i fattori connessi ai cambiamenti avvenuti e ancora in atto negli ecosistemi. È l’unico modo per capire davvero le conseguenze delle attività umane e quindi il modo migliore di agire per evitare il loro collasso.

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