Anche gli organismi in Antartide vennero colpiti dall’estinzione di massa alla fine del Cretaceo

Ricostruzione dell'ambiente marino in Antartide alla fine del Cretaceo (Immagine cortesia James McKay)
Ricostruzione dell’ambiente marino in Antartide alla fine del Cretaceo (Immagine cortesia James McKay)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” descrive una ricerca basata sull’analisi di oltre 6.000 fossili di organismi marini dell’Antartide concludendo che l’estinzione di massa avvenuta alla fine del periodo Cretaceo che eliminò i dinosauri fu altrettanto letale nelle regioni polari. Ciò contraddice l’idea che nelle regioni all’estremo sud del pianeta ci sarebbero stati minori pericoli durante quell’evento.

Questa ricerca è andata avanti per circa sei anni ed è basata sull’identificazione di oltre 6.000 fossili marini con un’età tra i 69 e i 65 milioni di anni, quindi risalenti alla fine del Cretaceo. Sono stati scavati sull’isola di Seymour nella penisola antartica nel corso di una ricerca a cui hanno partecipato scienziati dell’Università di Leeds e della British Antarctic Survey.

Il risultato è una delle più grandi collezioni del mondo di fossili marini di quell’età. Essa include una grande varietà di specie appartenenti a diversi phyla. Il raggruppamento dei fossili per età mostra una riduzione del 65-70% nel numero di specie che vivevano in Antartide 66 milioni di anni fa, esattamente in coincidenza con la grande estinzione di massa che eliminò i dinosauri.

Secondo James Witts, il principale autore dell’articolo, si tratta della prova più forte derivata dai reperti fossili che quell’estinzione di massa fu l’effetto catastrofico dell’impatto di un asteroide e non di un lento declino dovuto ad altre cause. Si tratta anche del primo studio che mostra che quell’estinzione fu grave anche nelle regioni polari.

I paleontologi finora tendevano a pensare che gli organismi che vivevano nelle regioni polari fossero abbastanza lontani dalla causa dell’estinzione di massa da non esserne influenzati quanto gli altri. Un’argomentazione riguardava il fatto che essi fossero meno sensibili ai cambiamenti climatici associati all’impatto di un asteroide dato che erano già abituati ad esempio a lunghi periodi di oscurità.

Motivi di discussione sulle cause di quell’estinzione sono dovuti anche al fatto che sembra che alcuni gruppi di dinosauri fossero già in decadenza ben prima di 66 milioni di anni fa. Secondo alcuni paleontologi il problema è nei limiti della disponibilità dei fossili e nel caso di questa ricerca sugli organismi marini c’è invece un’abbondanza che non lascia spazio a dubbi.

Secondo una ricerca pubblicata l’anno scorso, l’enorme attività vulcanica nei Trappi del Deccan fu una conseguenza dell’impatto di un asteroide e inflisse un altro colpo agli ecosistemi mondiali solo successivamente ad esso. I risultati della ricerca sull’estinzione degli organismi antartici non contraddice quella teoria perciò entrambe potrebbero raccontare parti diverse di quella storia.

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