The Wheel of Ice di Stephen Baxter

The Wheel of Ice di Stephen Baxter
The Wheel of Ice di Stephen Baxter

Il romanzo “The Wheel of Ice” di Stephen Baxter è stato pubblicato per la prima volta nel 2012. È al momento inedito in Italia.

Una grande ruota ospita una colonia mineraria nel sistema di Saturno. È un luogo di frontiera dove il personale lavora duro e i figli dei lavoratori crescono senza molte speranze. Non dovrebbe esserci nulla di strano ma il Tardis viene attratto da una strana anomalia e si blocca nell’area.

Il Secondo Dottore, Jamie e Zoe sono costretti a indagare per capire perché il Tardis si sia fermato lì. Si trovano però a essere sospettati di sabotaggio perché strani guasti stanno avvenendo ultimamente nella stazione. Cosa sono le strane bambole blu che qualcuno dichiara di aver visto ma di cui altre persone negano l’esistenza?

Generalmente i romanzi legati alla serie televisiva “Doctor Who” vengono pubblicati in specifiche collane caratterizzate dalla grafica, dalla dimensione e da lunghezze molto simili. In alcuni casi però la BBC ha scelto di pubblicare romanzi scritti da celebri autori di fantascienza che hanno caratteristiche diverse tra cui una lunghezza maggiore che permette di offrire storie meglio sviluppate.

Stephen Baxter è uno dei più celebri autori di fantascienza “hard” ma con “The Wheel of Ice” in qualche modo si è contenuto, nel senso che ha scritto un romanzo in cui ha cercato di mantenere una certa accuratezza scientifica ma senza approfondire in maniera troppo pesante questi elementi.

La storia cerca di essere realistica ma contiene anche elementi inventati. Ad esempio, è ambientata soprattutto in un’installazione che ha lo scopo di raccogliere un minerale chiamato bernalium che è molto raro nel sistema solare. Esso è concentrato in una piccola luna di Saturno chiamata Mnemosine.

Una stazione mineraria circonda Mnemosine ma una strana anomalia nell’area attira il Tardis, che arriva lì e rifiuta di muoversi. Il Secondo Dottore deve trovarne la causa per poter ripartire assieme ai suoi compagni Jamie e Zoe. Stephen Baxter utilizza alcuni elementi letterari non esattamente originali come base della storia per sviluppare una trama che finisce per estendersi notevolmente nello spazio e nel tempo.

Le condizioni di lavoro nella stazione mineraria sono difficili e le prospettive per i figli dei lavoratori non sono molto buone. Il Dottore e i suoi compagni si rendono ben presto conto che i dirigenti dell’azienda proprietaria dell’installazione sono interessati solo al guadagno. In sostanza, si tratta di un elemento di base della trama che esiste fin dalla rivoluzione industriale e si trattava di un aggiornamento di temi che esistevano già in precedenza in maniera diversa.

Oltre a rappresentare un inizio della storia, ciò permette anche a Stephen Baxter di descrivere le reazioni di Zoe. La ragazza viene da alcuni decenni nel futuro rispetto a quel periodo e vedere le differenze tra la stazione spaziale asettica e avanzata in cui è cresciuta e la stazione mineraria è per lei piuttosto traumatico.

Anche per quanto riguarda il Dottore e i suoi compagni Stephen Baxter si ispira alle avventure della serie classica di “Doctor Who”. I viaggiatori arrivano sulla stazione mineraria e quasi subito finiscono nei guai, in questo caso perché negli ultimi tempi sono avvenuti vari strani incidenti e loro vengono sospettati di essere sabotatori.

I colpevoli in realtà sembrano essere creature simili a bambole di colore blu ma la maggior parte degli adulti rifiuta di credere alla loro esistenza e nega di averle viste per paura di essere presi per matti. Il Dottore cerca di capire l’origine di quelle bambole blu e il loro collegamento con l’anomalia che li ha bloccati nell’area e finisce per scoprire una vicenda iniziata miliardi di anni fa, prima della nascita del sistema solare.

Stephen Baxter si è contenuto negli approfondimenti degli elementi scientifici ma comunque ne ha incluso parecchi. Le parti in cui Jamie viaggia assieme a un gruppo di ragazzi della stazione nel sistema di Saturno permette all’autore di descrivere in maniera realistica alcune delle lune del pianeta e i possibili modi per viaggiare nell’area di Saturno o sulla superficie di Encelado.

Anche se non fa parte di una collana regolare, ciò non vuol dire che “The Wheel of Ice” non sia pienamente parte della saga di “Doctor Who”. Al contrario, secondo me Stephen Baxter ha colto bene l’essenza dei protagonisti e ha riempito il romanzo di riferimenti ad altre avventure del Dottore che potete divertirvi a riconoscere.

Il romanzo non è perfetto. Solo alcuni dei personaggi creati per esso sono sviluppati e in particolare la dirigente con cui si scontrano il Dottore e vari abitanti della stazione è monodimensionale. La parte della storia riguardante Zoe è interessante all’inizio ma nella parte finale la ragazza è messa da parte ed è un peccato.

Nonostante i difetti, secondo me “The Wheel of Ice” è complessivamente un buon romanzo che mi ha divertito molto. Stephen Baxter è un eccellente autore che ha uno stile molto adatto a raccontare un’avventura del Dottore. Per questo motivo ne consiglio la lettura ai fan di “Doctor Who”.

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