The Walking Dead – sesta stagione

Andrew Lincoln nel 2012
Andrew Lincoln nel 2012

Avviso. Questa recensione contiene molti spoiler sulla sesta stagione della serie “The Walking Dead”!

Il 3 aprile (il 4 aprile in Italia) è terminata la sesta stagione della serie “The Walking Dead”.

La sesta stagione è stata prodotta e trasmessa con il formato ormai diventato usuale: 16 episodi dei quali 8 sono stati trasmessi nell’ottobre / novembre 2015 e gli altri 8 nel febbraio / marzo / aprile 2016. Nel frattempo è andata in onda anche la prima stagione dello spinoff intitolato “Fear the Walking Dead” ma è arrivata in Italia in ritardo perciò la sto ancora guardando.

La quinta stagione di “The Walking Dead” era finita nella città di Alexandria, dove il gruppo di Rick si era stabilito, e con l’arrivo di Morgan. La sesta stagione comincia con un piano per liberarsi di un’enorme orda di erranti organizzato proprio dai nuovi arrivati.

Il cast della sesta stagione di “The Walking Dead” è costituito da:

  • Andrew Lincoln (foto ©Angela George) nel ruolo di Rick Grimes
  • Danai Gurira nel ruolo di Michonne
  • Steven Yeun nel ruolo di Glenn
  • Norman Reedus nel ruolo di Daryl Dixon
  • Chandler Riggs nel ruolo di Carl Grimes
  • Melissa McBride nel ruolo di Carol Peletier
  • Lauren Cohan (foto ©Gage Skidmore) nel ruolo di Maggie Greene
  • Emily Kinney nel ruolo di Beth Greene
  • Chad L. Coleman nel ruolo di Tyreese
  • Sonequa Martin-Green nel ruolo di Sasha
  • Alanna Masterson nel ruolo di Tara Chambler
  • Michael Cudlitz nel ruolo di Abraham Ford
  • Josh McDermitt nel ruolo di Eugene Porter
  • Christian Serratos nel ruolo di Rosita Espinosa
  • Seth Gilliam nel ruolo di Gabriel Stokes
  • Lennie James nel ruolo di Morgan Jones

Il piano per liberarsi dall’orda di erranti è del tipo che ci si può aspettare in “The Walking Dead”: una totale idiozia! Gli erranti sono quasi tutti in una cava perciò basterebbe gettarvi qualsiasi cosa infiammabile, accendere il fuoco e il problema sarebbe risolto. Invece, Rick decide che l’idea migliore è quella di ispirarsi al pifferaio di Hamelin per attirare l’orda lontano da Alexandria.

Ovviamente il piano si traduce in un disastro! I Lupi approfittano della situazione per attaccare Alexandria e distrarre gli erranti in modo che anch’essi si dirigano verso la città. La prima metà della stagione è quasi tutta dedicata a quest’arco narrativo tranne il quarto, “Qui non è qui” (“Here’s Not Here”), l’inevitabile episodio pseudo-introspettivo in questo caso dedicato alla storia di Morgan.

La cosa positiva è che quest’arco narrativo è basato sull’azione con molti squartamenti, anche di umani vivi, un ritmo decisamente superiore a quello lento visto fin troppo spesso nel corso della serie e ha una certa durata invece di essere concluso frettolosamente.

La cosa negativa è che ci sono anche alcune delle morti più stupide viste nella serie: tra le tante, direi che il vincitore è il personaggio che nell’episodio “Al sicuro” (“Always Accountable”) riesce a farsi mordere da un errante incastrato tra le rocce! Quasi fosse una sorta di compensazione, nell’episodio successivo si scopre che Glenn è riuscito a sopravvivere anche se era praticamente sommerso da erranti.

Purtroppo i Lupi non sono dei cattivi particolarmente interessanti e vengono usati solo per far ammazzare qualcuno e far comportare da idiota qualche altro personaggio. Alla fine, quasiasi gruppo di psicopatici sarebbe andato bene per la maggior parte degli sviluppi delle trame.

Quest’arco narrativo continua fino alla pausa di mezza stagione, dove si vede l’ennesimo comportamento idiota dei personaggi. Tornando ad Alexandria su un camion, Abraham, Sasha e Daryl trovano un gruppo di motociclisti che bloccano la strada. Invece di accelerare per forzare il blocco e magari allo stesso tempo sparare sui motociclisti, si fermano e scendono disarmati.

All’inizo della seconda metà di stagione, scopriamo che anche i motociclisti sono degli idioti perché Daryl viene mandato nel retro del camion per aprirlo in modo da poter prelevare tutto ciò che stanno trasportando. Ciò gli dà la possibilità di prendere un lanciarazzi e farli esplodere. Alla fine, tutto ciò ha il solo scopo di creare un cliffhanger in cui viene fatto per la prima volta il nome di Negan.

La fine dell’arco narrativo è caratterizzata dal altre morti ma alla fine gli erranti vengono eliminati e in qualche modo i superstiti possono cominciare a rimettere in sesto Alexandria. A quel punto c’è un salto in avanti di un paio di mesi per aprire un nuovo arco narrativo.

Quando Rick e Daryl incontrano uno strano tizio che si fa chiamare Jesus, scoprono l’esistenza della comunità di Hilltop con la possibilità di formare un’alleanza. Esce nuovamente fuori il nome di Negan e del suo gruppo, i Salvatori. La prospettiva è quella di una vera e propria guerra e secondo Rick la cosa migliore è attaccare per primi quelli che diventerebbero comunque nemici giurati.

Negli episodi che precedono il finale di stagione si vede ancora il meglio e il peggio di “The Walking Dead”: molta azione con ritmo elevato ma anche tanti comportamenti idioti da parte dei personaggi. La trama vede sostanzialmente personaggi che anche in aree pericolose sembrano pensare agli affaracci loro o a discutere tra loro e come conseguenza non si accorgono che c’è qualcuno che arriva loro alle spalle con cattive intenzioni.

Il risultato è che ogni volta gli idioti di turno vengono catturati e qualcuno può lasciarci la pelle. Nell’episodio “Nella stessa barca” (“The Same Boat”) Carol e Maggie vengono catturate e si trovano faccia a faccia con due donne del gruppo di Negan che sono le loro immagini speculari. Carol riesce a prevalere sulla sua controparte, interpretata da una grandissima Alicia Witt, ma ha una forte crisi nervosa.

Il disastro succede nell’episodio “Il secondo livello” (“Twice as Far”), dove Daryl e Rosita dovrebbero fare da scorta a Denise durante una spedizione alla ricerca di medicinali. Dato che Denise è il medico di Alexandria la sua incolumità è importantissima per tutta la città, invece sembra che Daryl e Rosita vogliano farla ammazzare e infatti arriva un gruppo di Salvatori e “provvede”.

Finalmente si arriva al gran finale, dove dopo tante attese arriva Negan. È un episodio allungato, inutilmente perché si poteva facilmente eliminare venti minuti ma certamente avevano un bel valore nella vendita delle pubblicità. La sottotrama riguardante Morgan e Carol è stata utile solo per l’incontro con nuovi personaggi e sicuramente verrà sviluppata nella prossima stagione.

Sembra quasi che gli autori si siano resi conto che dilettanti allo sbaraglio come Rick e il suo gruppo non possano sempre cavarsela e abbiano creato un gruppo veramente organizzato. Negan è assolutamente spietato ma i Salvatori hanno dimostrato di avere strategia e capacità. La conseguenza è che Rick e gli altri che volevano portare Maggie a Hilltop non hanno speranza e la faccia di Rick vale più di mille commenti.

Lauren Cohan nel 2013
Lauren Cohan nel 2013

Subito dopo la fine della stagione sono partite le speculazioni sull’identità della vittima di Negan. Non è detto che sia la stessa dei fumetti. Certamente Negan e i Salvatori portano grossi cambiamenti a “The Walking Dead” ma non ho letto i fumetti perciò non so come potrà svilupparsi la storia nel futuro.

Questa scossa è una buona speranza per una serie che troppo spesso tira avanti con trame che divertono perché fanno davvero ridere. Con Negan l’umorismo può essere solo nerissimo e in generale ci si può aspettare trame forti per la settima stagione.

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