La compagnia del tempo: Coyote del cielo di Kage Baker

Coyote del cielo di Kage Baker
Coyote del cielo di Kage Baker

Il romanzo “Coyote del cielo” (“Sky Coyote”) di Kage Baker è stato pubblicato per la prima volta nel 1999. È il secondo romanzo della serie della Compagnia del tempo e segue “La compagnia del tempo“. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nei nn. 1455 e 1629 di “Urania” nella traduzione di Cecilia Scerbanenco. Quest’ultima edizione è disponibile anche in formato Kindle su Amazon Italia e Amazon UK e in formato ePub su IBS.

Joseph, uno dei cyborg immortali della Dr. Zeus, Inc., conosciuta anche semplicemente come la Compagnia, è stato incaricato di una nuova missione in California alla fine del XXVII secolo. Gli europei stanno invadendo il Nord America e la tribù dei nativi Chumash sta per essere annientata.

Un gruppo della Compagnia ha il compito di salvare i Chumash trasportandoli in un nuovo ambiente creato appositamente per loro. Joseph dovrà farsi passare per il Coyote Celeste, una delle loro divinità, per convincerli della catastrofe imminente. Nel gruppo c’è anche Mendoza, una botanica che lui aveva “reclutato” molto tempo prima e con cui il rapporto è complicato.

“Coyote del cielo” è il secondo romanzo di Kage Baker e continua la costruzione dell’universo narrativo presentato ne “La compagnia del tempo”. Tornano due dei cyborg immortali che erano tra i protagonisti del primo romanzo che lavorano per la Dr. Zeus, Inc., un’azienda che nel XXIV secolo possiede le tecnologie dell’immortalità e dei viaggi nel tempo: Joseph, che ha millenni di esperienza, e Mendoza, molto più giovane.

Nelle loro missioni, i dipendenti della Compagnia devono evitare di interferire nella storia ma possono agire nei momenti in cui non ci sono registrazioni degli eventi. È il caso della tribù di nativi Chumash, dei quali si sa che sono spariti dopo che gli europei hanno raggiunto la California.

Ne “La compagnia del tempo” la componente storica è molto importante perché è ambientato in un periodo storico ben conosciuto, al contrario in “Coyote del cielo” Kage Baker può prendersi molte libertà nelle descrizioni dei Chumash perché le informazioni su questa tribù sono limitate. Il risultato è che i Chumash sono stati trasformati in una metafora della società occidentale moderna.

La storia del salvataggio dei Chumash è piuttosto semplice ma in realtà costituisce solo una parte di “Coyote del cielo”. Alla fine, il romanzo è soprattutto la storia di Joseph ed è narrato in prima persona da lui. Nel corso della sua missione, ripensa spesso a eventi del suo passato e ciò serve a mostrare il lato oscuro della Compagnia.

Sia vari eventi vissuti da Joseph nel suo passato che i rapporti con un burocrate della Compagnia che in teoria supervisiona la missione con i Chumash lasciano dubbi sulla Dr. Zeus e sul trattamento dei cyborg, considerati alla stregua di robot. Il burocrate sembra un idiota che solleva dubbi sull’intelligenza delle persone del futuro da cui partono le azioni della Compagnia.

Joseph ha lavorato per millenni per la Compagnia ma ci sono sempre più conti che non tornano riguardo a troppe cose. Nonostante i suoi dubbi, fa del suo meglio per impersonare il Coyote Celeste presso i Chumash e per gestire rapporti difficili. Oltre al burocrate, c’è anche Mendoza, parte della missione come botanica: i rapporti tra i due sono condizionati da ciò che è successo ne “La compagnia del tempo”. Anche per questo motivo, è consigliabile aver già letto il primo romanzo.

Se per voi la verosimiglianza storica è importante, certamente “Coyote del cielo” non sarà all’altezza de “La compagnia del tempo”. In caso contrario, secondo me il secondo romanzo è per molti versi migliore perché Joseph è un personaggio più interessante di Mendoza con le sue esperienze di millenni e per la storia più ampia riguardante la Compagnia.

Alla fine, secondo me la parte più interessante di “Coyote del cielo” è proprio quella che, tramite la storia di Joseph, esplora quest’universo narrativo. Joseph non è l’unico ad avere dubbi, anzi ci sono altri cyborg molto più disillusi di lui. I rapporti tra i cyborg e i mortali che gestiscono la Dr. Zeus hanno lati oscuri che in questo romanzo vengono solo introdotti. In alcuni momenti i toni sono davvero cupi ma sono compensati dall’umorismo presente in molti altri momenti.

In “Coyote del cielo” ci sono molti personaggi, troppi per essere tutti sviluppati, tanto più che Joseph è di gran lunga il protagonista e non solo perché ne è il narratore. Non è un romanzo d’azione anche se succedono molte cose mentre contiene moltissimi dialoghi perciò il ritmo tende a essere basso.

Secondo me, “Coyote del cielo” è un romanzo che continua l’esplorazione dell’universo narrativo della Compagnia in un modo che ho trovato molto interessante aggiungendo una componente di intrigo. Per questo motivo, getta le basi per altri sviluppi anche se la trama principale viene conclusa. Se i temi vi interessano ve ne consiglio la lettura.

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