Una ricerca spiega l’evoluzione dei giganteschi dinosauri sauropodi

Scheletro di Apatosaurus excelsus, che ora potrebbe essere rinominato Brontosaurus Excelsus
Scheletro di Apatosaurus excelsus, che ora potrebbe essere rinominato Brontosaurus Excelsus

Un articolo pubblicato sulla rivista “Royal Society Open Science” descrive una ricerca che offre una spiegazione all’evoluzione dei dinosauri sauropodi, quelli diventati i più grandi tra tutti come i celebri brontosauri (foto ©Elika & Shannon). Un team di paleontologi guidato dal dottor Karl Bates dell’Università di Liverpool ha sviluppato modelli informatici dei loro corpi per esaminare l’evoluzione delle loro forme.

I sauropodi sono un gruppo di dinosauri erbivori che avevano raggiunto dimensioni davvero notevoli, tanto che alcuni di essi diventarono gli animali più grandi mai visti sulla terraferma. Avevano in comune alcune caratteristiche fisiche come il fatto che erano quadrupedi con piccole teste e code molto lunghe.

Di alcune specie esistono solo fossili molto frammentari perciò le dimensioni sono state stimate basandosi su alcune caratteristiche e sono ancora controverse, come anche la loro classificazione. Se le stime fossero corrette alcune specie potrebbero essere state gli animali più grandi mai vissuti, anche più delle balene più massicce.

Queste caratteristiche tipiche dei sauropodi furono il frutto di vari cambiamenti nel corso della loro evoluzioni. Essi infatti discendono da dinosauri primitivi più simili ai loro cugini teropodi, ben più piccoli e bipedi con piccole zampe anteriori. Per capirci, dinosauri carnivori come i tirannosauri erano teropodi. Finora non erano stati effettuati studi che analizzassero i cambiamenti che portarono animali con certe caratteristiche a evolversi in altri con caratteristiche notevolmente diverse.

Il dottor Karl Bates lavora per il dipartimento di biologia muscoloscheletrica dell’Università di Liverpool e assieme ai suoi collaboratori ha usato modelli informatici tridimensionali per ricostruire i corpi di dinosauri sauropodi. In questo modo, il team ha potuto analizzare l’evoluzione della loro dimensione, forma e distribuzione del peso nel corso del tempo.

I primi sauropodi apparvero nel tardo periodo Triassico ma solo nel corso del Giurassico superiore si differenziarono per la prima volta per dar vita ad alcune famiglie che si diffusero in tutto il mondo. Più tardi, Nel Cretaceo inferiore, emersero le nuove specie appartenenti al gruppo dei titanosauri (Titanosauria) che, a dispetto del nome, non erano tutti giganteschi.

I modelli creati mostrano che i cambiamenti nella forma del corpo dei sauropodi coincide con eventi cruciali nella loro storia evolutiva come ad esempio l’ascesa dei titanosauri. I dinosauri primitivi da cui discendono avevano il loro peso concentrato sull’articolazione dell’anca ma l’evoluzione dei sauropodi ha portato la distribuzione del loro peso a spostarsi in avanti.

La dimensione dei sauropodi crebbe progressivamente e allo stesso tempo essi divennero quadrupedi finendo per assumere le forme tipiche delle specie del Giurassico come i brontosauri o i diplodochi. Le tendenze evolutive non si fermarono e nel Cretaceo da una parte molti gruppi di sauropodi scomparvero ma emersero i titanosauri, in cui le caratteristiche fisiche di questi animali vennero portate all’estremo con colli sempre più grandi.

Queste conclusioni contengono un certo grado di incertezza dovuto al fatto che alcuni dati sono il frutto di stime. Sono stati trovati scheletri completi o quasi di molte specie ma la quantità di carne attorno alle ossa non certa. I modelli sono stati creati tenendo presente questo problema e considerando varie possibilità le tendenze evolutive risultano le stesse. I modelli si possono migliorare ma certamente questa ricerca costituisce una base importante.

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