
Un articolo sulla rivista “PLOS ONE” descrive una ricerca effettuata su un femore trovato in Cina, in una grotta chiamata Maludong, cioè Grotta dei Cervi Rossi. Quest’osso, come anche resti di cranio, mostra un misto di caratteristiche anatomiche moderne e antiche. La datazione del femore è di circa 14.000 anni ma il suo aspetto è simile a quello di Homo habilis, una specie ritenuta estinta circa 1,5 milioni di anni fa, e dei primi Homo erectus, apparsi circa 1,9 milioni di anni fa.
Questo femore fossile era già stato scoperto nel 1989 ma era rimasto in un museo cinese senza essere mai studiato. Solo recentemente è stato esaminato da un team guidato dal professor Darren Curnoe dell’Università del Nuovo Galles del Sud, in Australia, e dal professor Ji Xueping dell’Istituto archeologico dello Yunnan, in Cina.
I risultati dell’esame hanno fatto subito discutere perché ossa relativamente giovani sono simili a quelle di specie molto antiche. Negli ultimi decenni gli studi degli antichi ominidi stanno riservando molte sorprese ma a volte è difficile identificare la specie di appartenenza di un esemplare, soprattutto quando vengono trovate solo pochissime ossa com’è avvenuto nella Grotta dei Cervi Rossi.
Nei mesi scorsi, il ritrovamento di fossili di una possibile specie umana ancora sconosciuta che è stata chiamata Homo naledi aveva sollevato molte discussioni e in quel caso c’erano molte ossa da esaminare. Un problema nella ricerca sugli Homo naledi era l’assenza di riferimenti per datare le ossa, richiedendo ulteriori esami, anche di tipo distruttivo.
Le ossa trovate nella Grotta dei Cervi Rossi sono state datate indirettamente, tramite un’analisi dei sedimenti in cui sono state scoperte. Secondo l’esame del radiocarbonio hanno un’età tra i 13.590 e i 14.310 anni. È un’epoca in cui i paleontologi non si attendevano certo che ci fossero ominidi con caratteristiche così antiche.
Gli unici fossili paragonabili a quelli della Grotta dei Cervi Rossi sono quelli chiamati Homo floresiensis e soprannominati Hobbit scoperti nel 2003. Essi avevano in comune con quelli trovati in Cina la piccola taglia visto che l’ominide della Grotta dei Cervi Rossi doveva pesare attorno ai 50 kg.
Insomma, è possibile che anche in Cina vivessero ominidi con caratteristiche molto antiche ma è anche possibile che si trattasse del risultato di incroci tra diverse specie di ominidi. Uno dei risultati più interessanti ottenuti negli ultimi anni nello studio degli ominidi è la raccolta di prove sempre maggiori che vari ominidi si sono incrociati tra di loro più e più volte.
Quando ci sono degli ibridi, a volte gli individui nati hanno caratteristiche fuori dal normale determinate dal rimescolamento del DNA dei genitori. Questa è una delle possibilità per gli ominidi della Grotta dei Cervi Rossi ma se le cose stessero così rimarrebbe il mistero perché comunque vorrebbe dire che nell’area vivevano diverse specie di ominidi in tempi relativamente recenti.
Per avere qualche risposta certa sarebbe necessario un test del DNA. I ricercatori hanno tentato di estrarre DNA dal femore ma finora senza successo. È possibile che il materiale genetico all’interno dell’osso sia stato distrutto perché era stato messo su un fuoco dagli altri ominidi che abitavano nella grotta. I tentativi continueranno per cercare di capire chi fossero davvero gli ominidi che abitavano nella Grotta dei Cervi Rossi.

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