Il Mars Rover Curiosity ha rilevato un picco di metano e materiali organici su Marte

Il Mars Rover Curiosity (Immagine NASA/JPL-Caltech)
Il Mars Rover Curiosity (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Al meeting della American Geophysical Union tenuto a San Francisco, gli scienziati della NASA hanno rivelato che il Mars Rover Curiosity ha rilevato concentrazioni di metano dieci volte più elevate rispetto alle misurazioni precedenti e successive nell’atmosfera marziana. Si tratta di un risultato molto interessante ma, nonostante l’ottimismo di alcune fonti di informazione, non è una prova della presenza di forme di vita su Marte.

La presenza di metano su Marte non è una novità. Nel 2004, l’ESA annunciò che la sua sonda spaziale Mars Express l’aveva rilevato nell’atmosfera marziana. La concentrazione msiurata era davvero minima, 10 parti per miliardo in volume. Per capirci, l’atmosfera terrestre contiene circa 1800 parti per miliardo in volume di metano. Per di più, l’atmosfera di terrestre è decine di volte più densa di quella marziana.

Nel corso degli anni successivi, nuove misurazioni sono state effettuate con vari strumenti ma quest’ultima effettuata dal Mars Rover Curiosity ha dato i risultati più interessanti per la concentrazione di metano molto più elevata misurata per un certo periodo di tempo. Per le sue analisi, Curiosity ha usato il Sample Analysis at Mars (SAM), un laboratorio chimico piccolo ma sofisticato. Esso include vari strumenti e in questo caso è stato usato in particolare il Tunable Laser Spectrometer (TLS).

Dall’inizio della sua missione, il Mars Rover Curiosity ha effettuato una serie di misurazioni dei livelli di metano nel cratere Gale in cui sta viaggiando e analizzando l’atmosfera e campioni di suolo. Il livello base di metano rilevato  è di 0,7 parti per miliardo, davvero basso. Tra fine del 2013 e l’inizio del 2014, Curiosity ha rilevato una concentrazione dieci volte superiore.

Esistono varie possibili origini per il metano. Un’attività biologica è la possibilità più intrigante, anche pensando al recente annuncio che il cratere Gale era una volta un lago, ma ne esistono altre. Ci sono attività geologiche che possono portare alla creazione di metano e altre possibili fonti. Il metano rilevato recentemente potrebbe essere rimasto imprigionato nel sottosuolo per milioni di anni.

Gli scienziati della NASA hanno analizzato attentamente le misurazioni effettuate dal Mars Rover Curiosity per cercare di identificare la causa del picco di metano. L’ipotesi più probabile è che sia arrivato da qualche area del cratere Gale. Il problema è capirne l’origine. Gli ottimisti vedono quella concentrazione come un indizio dell’esistenza di forme di vita su Marte ma ci sono tante altre possibilità perciò è necessario continuare le ricerche.

Oltre al metano, il Mars Rover Curiosity ha trovato altre molecole organiche in un campione di una roccia chiamata Cumberland. SAM ha analizzato il campione trovando materiali come il clorobenzene. Anche in questo caso, si tratta di composti che possono essere creati da attività biologiche ma anche da altri fenomeni come certe attività geologiche.

La NASA continuerà ad analizzare i dati inviati dal Mars Rover Curiosity ma anche dalla sonda spaziale Maven e lavorerà con l’agenzia spaziale indiana per confrontare i risultati con quelli ottenuti dalla sonda MOM. Gli strumenti disponibili potrebbero non essere sufficienti a risolvere il mistero. In questo caso potrebbe essere necessario attendere nuove missioni per ottenere misurazioni di tipi diversi.



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