Progetto coscienza di Frank Herbert

Progetto coscienza di Frank Herbert (edizione britannica)
Progetto coscienza di Frank Herbert (edizione britannica)

Il romanzo “Progetto coscienza” (“Destination: Void”) di Frank Herbert è stato pubblicato per la prima volta nel 1965 sulla rivista “Galaxy” con il titolo “Do I Wake or Dream?” e come libro nel 1966. Un’edizione revisionata è stata pubblicata nel 1978. In Italia è stato pubblicato da Fanucci nel n. II di “Biblioteca di Fantascienza” e da Mondadori all’interno del n. 69 di “Millemondi” nella traduzione di Carlo Borriello. Quest’ultima edizione è anche disponibile in formato Kindle su Amazon Italia e Amazon UK e in formato ePub su IBS.

Un’astronave interstellare è diretta verso il sistema di Tau Ceti trasportando un equipaggio in ibernazione. Essa è guidata da un nucleo mentale organico (Organic Mental Core, OMC), un cervello separato dal suo corpo. Tuttavia, in breve tempo due OMC sono diventati catatonici e un terzo è impazzito.

I pochi membri dell’equipaggio di emergenza hanno ben poche scelte per evitare l’ordine di abortire la missione e tornare indietro prima di uscire dal sistema solare. Una delle possibilità è quella di sviluppare una coscienza artificiale. Tuttavia, sembra che le informazioni ufficiali sulla missione non sempre corrispondano alla verità.

“Progetto coscienza” è il primo romanzo del ciclo di Pandora ma è nato come storia singola e autonoma. Parecchi anni dopo, quando Frank Herbert decise di scrivere una trilogia di seguiti assieme a Bill Ransom, revisionò il romanzo per definirne le basi in maniera migliore.

Il romanzo è ambientato completamente all’interno di un’astronave che fa parte di un progetto di colonizzazione interstellare. I piani però non sono molto chiari, anzi diventano sempre più misteriosi. Inizialmente, sembra esserci una situazione di emergenza in cui alcuni membri dell’equipaggio non in ibernazione sono costretti a prendere decisioni difficili ma la faccenda diventa ancora più complicata.

Il tema della colonizzazione alla fine è una scusa per introdurre quello della creazione di una coscienza artificiale. “Progetto coscienza” è ambientato in un futuro in cui ci sono stati tentativi di creare un’intelligenza artificiale ma con esiti negativi o perfino disastrosi.

I membri dell’equipaggio dell’astronave sono altamente competenti ma si trovano in una situazione di notevole stress e alcuni di essi cominciano a rendersi conto che le cose non sono esattamente come sembrano. Sono costretti a tentare un’impresa ai limiti dell’impossibile non sapendo neppure se possono fidarsi dei loro colleghi e il centro di controllo della missione.

Si tratta di temi tipici di Frank Herbert, che in molte sue opere metteva i protagonisti in situazioni in cui sono costretti ad andare oltre i loro limiti. Nella situazione sempre più ambigua di “Progetto coscienza”, i protagonisti si confrontano sul problema della natura della coscienza e sui problemi etici legati alla creazione di una coscienza artificiale. Da questo punto è un romanzo con elementi anche filosofici.

Per queste sue caratteristiche, “Progetto coscienza” è un romanzo molto complesso. Non aiuta il fatto che gli elementi tecnologici legati alla creazione di una coscienza artificiale, pur limitati, siano almeno in parte obsoleti. Per capirci, ad un certo punto vengono menzionati i diodi.

“Progetto coscienza” non è un romanzo d’azione essendo basato soprattutto sui dialoghi tra i protagonisti. Per questo motivo, secondo me potrebbe funzionare anche meglio se adattato in un film. I temi sono troppo complessi per ottenere un “blockbuster” ma basterebbe un budget limitato per produrlo. Questo film potrebbe sfruttare al meglio la tensione costante creata fin dall’inizio della storia e i vari colpi di scena fino al finale da brividi.

Ci sono tanti elementi interessanti in “Progetto coscienza” e anche i personaggi sono ben sviluppati per cui ne vengono rivelati desideri, motivazioni e a volte anche segreti. Tuttavia, anche a causa della lunghezza limitata del romanzo il risultato finisce per essere davvero contorto. La trama ne soffre perché viene frammentata e il ritmo ne soffre perché a volte diventa lentissimo e ciò rovina l’effetto della tensione.

Secondo me, “Progetto coscienza” è un romanzo in cui certi elementi funzionano e altri meno. Per le sue particolarità, mi sento di consigliarlo ai fan di Frank Herbert, che già hanno una certa abitudine ai suoi temi tipici, e a chi apprezza il tipo di temi affrontati.

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