
Dopo quasi un mese trascorso entrando e uscendo dallo strato superiore dell’atmosfera di Venere, ad un’altitudine tra i 130 e i 135 km, nei giorni scorsi la sonda spaziale Venus Express ha cominciato la serie di manovre che la riporterà ad un’altitutine attorno ai 460 km. Non era certo che Venus Express riuscisse a sopravvivere alle difficili condizioni che si trovano anche a quelle altitudini ma questo successo permetterà alla sonda di compiere ancora qualche rilevazione prima di esaurire il propellente e cadere definitivamente sul pianeta.
La sonda spaziale Venus Express è un progetto dell’ESA. Lanciata il 9 novembre 2005 su un razzo vettore Soyuz-FG/Fregat e arrivata nell’orbita di Venere l’11 aprile 2006, ha portato avanti oltre otto anni di studi su questo pianeta. In particolare, ha permesso una prolungata osservazione dell’atmosfera di Venere per capire meglio come mai su un pianeta per molti versi molto simile alla Terra si siano create condizioni davvero infernali.
Le operazioni scientifiche di routine della sonda spaziale Venere Express sono state concluse il 15 maggio 2014. A quel punto, visto che c’era ancora del propellente disponibile, è iniziata la programmazione di una manovra di aerofrenaggio. Si tratta di una tecnica che sfrutta l’attrito dell’atmosfera di un pianeta per far ridurre a una navicella spaziale la propria velocità. La conseguenza è l’abbassamento dell’orbita perciò viene spesso usata con i satelliti quando arriva il momento di farli precipitare al suolo.
In questo caso, lo scopo era di permettere alla sonda spaziale Venus Express di fare una sorta di surf sullo strato superiore dell’atmosfera di Venere. In questo modo, è stato possibile compiere misurazioni dirette della sua densità locale tramite l’attrito che ha generato sulla navicella.
Le missioni spaziali su Venere sono sempre state difficilissime a causa dell’atmosfera molto densa e calda del pianeta. Nei decenni scorsi, alcune sonde spaziali sono scese sulla sua superficie ma nei casi migliori sono riuscite a inviare dati per poche ore prima di essere messe fuori uso da quelle terribili condizioni.
L’analisi delle condizioni affrontate nell’ultimo mese dalla sonda spaziale Venus Express permetteranno di pianificare meglio le future missioni, forse non solo verso Venere ma anche verso altri luoghi estremi. Non sappiamo esattamente quanto riuscirà a sopravvivere ancora la navicella prima di esaurire il propellente e precipitare su Venere ma queste ultime settimane di vita potrebbero essere extremamente utili.
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