Corpi spenti di Giovanni De Matteo

Corpi spenti di Giovanni De Matteo
Corpi spenti di Giovanni De Matteo

Il romanzo “Corpi spenti” di Giovanni De Matteo è stato pubblicato per la prima volta da Mondadori nel n. 1607 di giugno 2014 di “Urania”. È il seguito di “Sezione Pi²”. È anche disponibile in formato Kindle su Amazon Italia e Amazon UK e in formato ePub su IBS.

Il 2061 è l’anno del bicentenario dell’Unità d’Italia ma c’è poco da festeggiare. La Bassitalia è in fase di secessione, un evento che dovrebbe procedere in maniera pacifica e controllata ma ci sono tanti interessi dietro al nuovo equilibrio di poteri che si formerà nella nuova entità politica.

In quella situazione, la Polizia Psicografica, conosciuta anche come Sezione Pi-Quadro, è in una situazione difficile. Vincenzo Briganti e i suoi collaboratori si sono fatti parecchi nemici ma sono decisi a continuare il loro lavoro finché la Pi-Quadro non verrà chiusa. L’indagine su una serie di crimini li metterà alla prova come mai prima.

In “Corpi spenti”, Giovanni De Matteo torna alla Napoli futura già raccontata nel romanzo “Sezione Pi²”, vincitore del Premio Urania 2007. La nuova storia è del tutto autonoma da quella precedente ma in questi casi aver letto il primo romanzo è sempre un vantaggio nella comprensione dello sviluppo dei personaggi che ritornano e dei riferimenti alla storia futura.

Si tratta di un futuro post-Singolarità ma il progresso tecnologico sembra aver solo cambiato la natura dei problemi esistenti invece di risolverli. D’altra parte, l’autore è uno dei fondatori del connettivismo, un movimento letterario che fonde estrapolazione scientifica con elementi sociali e ha il cyberpunk tra le sue fonti di ispirazione. Di conseguenza, è inevitabile che la Napoli futura descritta da De Matteo sia ancora piena di contraddizioni e problemi.

Le citazioni all’inizio delle varie parti di entrambi i romanzi sono omaggi ad alcune tra le tante fonti di ispirazione. Altre possono essere meno esplicite ma sono parecchie e anche variegate e nel corso della lettura riconoscere le varie influenze può diventare una sorta di gioco.

I protagonisti di “Corpi spenti” sono ancora i necromanti, come vengono chiamati in maniera dispregiativa gli appartenenti alla Sezione Pi-Quadro. Essi sono dotati di innesti cibernetici che permettono loro di leggere le memorie dei cadaveri delle loro vittime.

I necromanti non sono eroi, semmai di persone quasi emarginate che fanno un lavoro necessario ma a cui molti preferiscono non pensare. Hanno i loro pregi e difetti e sono tutt’altro che perfetti. Insomma, sono molto umani, persone tutto sommato normali che cercano di barcamentarsi come possono nella vita facendo un lavoro tutt’altro che comune e soprattutto tutt’altro che semplice.

Il lavoro della Pi-Quadro diventa sempre più difficile quando alle manovre politiche che influenzano il lavoro poliziesco si aggiunge la secessione della Bassitalia. La nascita di una nuova entità politica sta portando a nuovi equilibri di potere che si stanno stabiliendo dopo nuovi accordi ma anche dopo rese dei conti. Per molti la Pi-Quadro è scomoda, tanto più quando un’indagine rischia di portare alla luce ramificazioni che devono rimanere segrete.

Nell’indagine sono coinvolte alcune spaziali, donne addestrate per le missioni spaziali che vengono sottoposte alla neutralizzazione, un processo che blocca il loro sviluppo sessuale. È un sintomo delle contraddizioni di quel futuro che alcune di esse facciano le prostitute, molto richieste da persone in cerca di piaceri “particolari”.

In questa situazione si sviluppa una vicenda davvero complessa, forse perfino troppo per un romanzo di quella lunghezza. Tra elementi polizieschi, tecnologici, sociali e politici onestamente penso che ci vorrebbe un romanzo lungo il doppio per sviluppare pienamente tutto ciò ma “Urania” ha limiti precisi.

È anche vero che il ritmo della storia tende già così a essere piuttosto lento perché non è un poliziesco pieno di sparatorie e inseguimenti. L’azione è piuttosto limitata ad alcuni momenti adrenalinici mentre per il resto c’è un’indagine basata su esami scientifici e su colloqui con varie persone. Ciò che c’è attorno all’indagine vera e propria è ancor meno basato sull’azione e più su descrizioni e dialoghi.

Nella parte finale del romanzo, Giovanni De Matteo ci offre perfino una brevissima digressione su eventi molto più ampi che però rimane fine a se stessa. Essa meriterebbe una sua storia a parte, come anche tanti altri eventi citati in “Corpi spenti”. Negli anni scorsi, De Matteo ha già pubblicato anche una miniserie a fumetti ambientata nel 2057, magari in futuro scriverà altre storie di quest’universo narrativo.

Al di là di queste valutazioni personali sullo sviluppo del romanzo, complessivamente “Corpi spenti” mi è parso decisamente un altro buon mix di elementi che rappresenta bene la corrente connettivista. Se l’immersone nella Napoli del 2061 non vi spaventa, secondo me vale la pena di leggerlo.

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