
Google ha annunciato l’acquisizione di Titan Aerospace, un’azienda con sede in New Mexico produttrice di droni. Non è stata rivelata la cifra pagata da Google ma qualche settimana fa c’erano voci che Facebook avesse offerto 60 milioni di dollari per l’azienda. È possibile che Google abbia offerto di più ma Facebook aveva finito per acquistare un’altra azienda del settore, Ascenta, per 20 milioni di dollari perciò è difficile dire quanto sia davvero costato acquistare Titan Aerospace.
Vista l’acquisizione del produttore di robot Boston Dynamics da parte di Google alla fine del 2013, ora qualcuno potrebbe preoccuparsi. In realtà, Titan Aerospace non produce droni da guerra bensì per usi civili. Si tratta infatti di aeroplani alimentati a energia solare che possono raggiungere la quota di 20.000 metri e hanno un’autonomia di 5 anni che Google potrà utilizzare per alcuni suoi progetti.
Innanzitutto, Google potrebbe utilizzare i droni per il Project Loon, che ha lo scopo di inviare palloni aerostatici nell’atmosfera per portare una connessione Internet ad alta velocità in aree non coperte. L’idea è di offrire una connessione wireless fino a 1 Gbps, quindi a velocità molto elevate. I droni di Titan Aerospace, essendo aeroplani, hanno meno problemi dei palloni aerostatici in caso di brutto tempo e sono alimentati a energia solare perciò potrebbero rappresentare una soluzione migliore.
I droni di Titan Aerospace possono scattare fotografie dell’area sorvolata, utile per mantenere Google Maps e Google Earth sempre aggiornati. Usare i droni al posto di un satellite potrebbe essere molto più economico, soprattutto se si tratta solo di uno dei loro compiti.
L’anno scorso, Google ha acquistato Makani Power, un’azienda che produce turbine eoliche aeree. L’idea è di trasmettere al suolo l’energia generata tramite un cavo ad esse collegato. I droni di Titan Aerospace potrebbero essere utilizzati anche per questo progetto, presumibilmente volando a quote ben più basse di 20.000 metri.
Non resta che vedere come Google svilupperà i vari progetti mettendo assieme quelli delle varie aziende acquistate negli ultimi mesi. Considerando anche l’interesse di Facebook e Amazon per i droni, nei prossimi anni possiamo aspettarci un cielo sempre più pieno.
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