Il progetto SkyBender di Google intende offrire connessioni wireless 5G tramite droni

Il drone Solara 50 di Titan Aerospace (Foto cortesia Titan Aerospace. Tutti i diritti riservati)
Il drone Solara 50 di Titan Aerospace (Foto cortesia Titan Aerospace. Tutti i diritti riservati)

Il progetto SkyBender per fornire un accesso a Internet su una rete 5G wireless tramite droni dovrebbe essere un segreto ma varie informazioni sui test condotti da Google – ma forse sarebbe più corretto parlare di Alphabet – sono trapelate. Secondo le notizie diventate ormai di pubblico dominio, il team di Google sta lavorando nel New Mexico a una tecnologia che usa lunghezze d’onda millimetriche per fornire velocità fino a 40 volte maggiori rispetto alle reti mobili 4G/LTE.

Nell’aprile 2014 Google aveva acquistato il produttore di droni Titan Aerospace. Immediatamente, erano cominciate le speculazioni su un possibile impiego di quei droni nel progetto Loon, che ha lo scopo di portare connessioni Internet senza fili nelle aree in cui non è disponibile ma usando palloni aerostatici inviati nella stratosfera. A quanto pare, i piani dell’azienda sono più complessi e ora sono stati rivelati i piani per quest’altro progetto chiamato SkyBender.

Dalle informazioni trapelate risulta che da mesi il team di Google sta lavorando allo Spaceport America, aperto per supportare in particolare le attività di Virgin Galactic, che però al momento sono ferme. In attesa che l’azienda di Richard Branson riesca a far volare il suo spazioplano, i droni di Titan/Google sono utilizzati per i test del progetto SkyBender assieme a un aeroplano chiamato Centaur, che può essere telecomandato come un drone o pilotato normalmente da un essere umano a bordo.

I test riguardano connessioni wireless a 28 GHz, una frequenza diversa da quelle delle reti cellulari, dove ormai il traffico è notevole. Il problema è che le trasmissioni a quelle frequenze hanno una portata molto inferiore a quelle dei segnali dei telefonini, un decimo rispetto alle frequenze delle reti 4G. Per risolvere il problema, il team di Google sta sperimentando trasmissioni notevolmente focalizzate, un compito molto complesso.

Finora Google non ha commentato queste informazioni perciò non si sa quanto siano precise. Dando per scontato che ciò che è trapelato sia corretto, è comunque impossibile dire a che punto siano i test e di conseguenza quando l’azienda potrebbe cominciare a offrire questo tipo di servizi. Altre aziende stanno sviluppando nuove soluzioni per le connessioni wireless a banda ultralarga perciò nei prossimi anni vedremo certamente qualche novità molto interessante.

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