Google accusa il consorzio Rockstar di patent trolling

Il logo di Android, la piattaforma al centro della causa (Immagine Google)
Il logo di Android, la piattaforma al centro della causa (Immagine Google)

Google ha deciso di passare alla controffensiva nei confronti del consorzio Rockstar, che nell’ottobre 2013 aveva fatto causa a Google e ai suoi partner Asus, HTC, Huawei, LG, Pantech, Samsung e ZTE per la presunta violazione da parte di Android di alcuni brevetti posseduti dal consorzio. Secondo Google, la causa legale di Rockstar ha posto una nube sulla piattaforma Android di Google, minacciato gli affari di Google e le sue relazioni con i suoi partner e i suoi clienti come anche le vendite dei dispositivi Android.

I brevetti posseduto dal consorzio Rockstar vennero acquistati nel 2011, quando Nortel andò in bancarotta. Il consorzio, che include Apple, Microsoft, BlackBerry, Ericsson e Sony, fece l’offerta più alta acquistandone i brevetti per 4,5 miliardi di dollari. Fin dall’inizio, tutti pensavano che i membri del consorzio avrebbero usato quei brevetti come armi nella guerra che negli ultimi anni sta coinvolgendo le grandi aziende nel mondo dei dispositivi mobili e così è stato.

Ora Google è passata al contrattacco accusando il consorzio Rockstar di patent trolling. L’azienda ha descritto il consorzio come un’organizzazione che non crea alcun prodotto né utilizza alcun brevetto. Invece, Rockstar ha uno staff di ingegneri che esamina prodotti di successo per cercare qualsiasi cosa che Rockstar possa utilizzare per pretendere e ottenere licenze dai suoi brevetti sotto minaccia di cause legali.

La causa intentata dal consorzio Rockstar è in Texas, ora Google ha chiesto ad una corte della California di dichiarare che l’azienda non viola direttamente o indirettamente alcuno dei brevetti di Rockstar. Secondo Google, la corte californiana ha la giurisdizione perché, tra le altre cose, ne fanno parte aziende con sede in quello stato come Apple e le loro azioni legali sono mirate anche ad altre aziende californiane.

Come sempre in questi casi, la questione è complessa e chissà quando finirà e con quale risultato. Nei giorni scorsi, è stato annunciato che il consorzio Rockstar è in trattative per vendere una parte dei propri brevetti. È una conferma che i membri del consorzio sono interessati a ricavare soldi da quei brevetti solo vendendoli a caro prezzo o concedendoli in licenza, magari con minacce di cause legali come quella intentata a Google.



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