
Il romanzo “Il popolo del talismano” (“People of the Talisman”) di Leigh Brackett è stato pubblicato per la prima volta nel 1964. È il seguito di “Il segreto di Sinharat“. In Italia è stato pubblicato dalla Libra Editrice all’interno del n. 11 di “Slan. Il Meglio della Fantascienza” e da Mondadori all’interno del n. 248 dei “Classici Urania”.
Eric John Stark sta cercando di raggiungere la città di Kushat assieme al suo amico Camar, che è ferito mortalmente. La città è troppo lontana perché vi arrivino in tempo e Camar confessa che anni prima aveva rubato un talismano sacro di Kushat. Prima di morire, chiede a Stark di riportarlo nella città.
Stark si è impegnato sul suo onore a esaudire l’ultimo desiderio del suo amico ma sulla strada viene catturato da un gruppo di predoni. Il loro leader Ciaran ha il volto coperto da una maschera e vuole conquistare Kushat. Stark deve cercare di fuggire dai predoni per poter raggiungere la città di Kushat in tempo per avvertire gli abitanti dell’attacco imminente.
Nel 1951, Leigh Brackett aveva pubblicato un romanzo intitolato “Black Amazon of Mars” sulla rivista “Planet Stories”. Anni dopo, questo romanzo venne pesantemente revisionato ed espanso per poi essere pubblicato nel 1964 con il titolo “Il popolo del talismano” assieme a “Il segreto di Sinharat”. Alla fine, le due versioni mantengono parecchie similitudini ma le differenze introdotto con la revisione rendono la seconda versione un romanzo diverso.
In “Il popolo del talismano”, Eric John Stark ritorna in un’altra delle sue avventure su Marte. Questa è una delle storie che possono essere inquadrate nel sottogenere planetary romance e fanno parte del ciclo marziano scritto da Leigh Brackett.
Il Marte descritto in queste storie è per molti versi ispirato a quello di storie classiche come quelle di Edgar Rice Burroughs: un pianeta morente pieno di resti di antichissime civiltà dove gli abitanti, nativi e non, devono costantemente lottare per la sopravvivenza.
L’influenza del genere heroic fantasy è particolarmente forte ne “Il popolo del talismano” e a volte sembra di leggere una delle storie di Conan il barbaro. Ogni tanto ci sono riferimenti specifici a tecnologie terrestri o ad antichissime tecnologie marziane ma spesso la storia sembra davvero un’avventura che Robert E. Howard avrebbe potuto scrivere.
Eric John Stark viene coinvolto in una guerra tra la città di Kushat e l’esercito comandato da Lord Ciaran per esaudire l’ultimo desiderio di un amico. Il talismano che riporta a Kushat è il prodotto di un’antica civiltà ma quell’avanzata tecnologia è praticamente indistinguibile dalla magia. La città è abitata da una società ormai decadente perciò i suoi governanti sono impreparati ad affrontare un attacco e solo i ladri sono pronti a dar retta a Stark.
“Il segreto di Sinharat” era un romanzo breve anche per gli standard degli anni in cui venne scritto perciò la storia era lineare. “Il popolo del talismano” è più lungo e, anche per il fatto che si tratta della riscrittura di un romanzo precedente, è più sofisticato. La trama di base rimane molto avventurosa con un ritmo elevato ma c’è maggior spazio per svilupparla non solo con colpi di scena ma anche nello sviluppo dei personaggi, soprattutto Lord Ciaran e alcuni abitanti della città di Kushat che ne rappresentano alcune delle classi sociali.
Questi due romanzi decretarono il successo di Eric John Stark, tanto che negli anni ’70 Leigh Brackett scrisse una nuova trilogia dedicata a questo personaggio. A quel punto, il sistema solare gli stava stretto, anche perché l’era delle riviste pulp con le loro descrizioni improbabili dei pianeti era ormai passata. Di conseguenza, le nuove avventure vennero ambientate su Skaith, un pianeta in un altro sistema solare. Una storia pubblicata postuma è invece ambientata nell’universo narrativo dei sovrani delle stelle di Edmond Moore Hamilton, il marito di Leigh Brackett.
“Il popolo del talismano”, assieme a “Il segreto di Sinharat”, costituisce un eccellente esempio della fantascienza avventurosa dell’epoca delle riviste pulp. Se cercate storie con molto sense-of-wonder ve ne consiglio la lettura.

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