
Il romanzo “Luna d’inferno”, conosciuto anche come “Martirio lunare” (“The Moon Is Hell”) di John W. Campbell, Jr. è stato pubblicato per la prima volta nel 1950. In Italia è stato pubblicato da Mondadori come “Martirio lunare” nel n. 30 de “I romanzi di Urania” e come “Luna d’inferno” all’interno del n. 129 di “Urania Collezione” nella traduzione di Sem Schlumper. Quest’ultima edizione è disponibile in formato Kindle su Amazon Italia e Amazon UK
e in formato ePub su IBS.
Una spedizione di astronauti sulla Luna sta per concludersi dopo circa due anni ma l’astronave che doveva riportarli sulla Terra ha un incidente e precipita, lasciando gli astronauti con poche speranze di sopravvivenza. L’ossigeno e il cibo a disposizione sono in quantità limitata e prima che una spedizione di soccorso possa raggiungere la Luna passeranno vari mesi.
Gli astronauti possono sopravvivere solamente cercando di sfruttare tutto ciò che hanno a disposizione, dalle attrezzature ai materiali grezzi presenti sulla Luna e soprattutto le loro capacità. La necessità li porta a cercare modi anche originali per produrre ossigeno ma il cibo costituisce il problema maggiore.
Nota sulla traduzione italiana. La nuova edizione è stata rivista, tuttavia rimane datata nello stile. Se non siete avvezzi a termini desueti, incontrerete soverchie difficoltà nella lettura. In sostanza, se la frase precedente vi sembra scritta in una lingua straniera, probabilmente il romanzo non fa per voi, almeno nella traduzione italiana.
John W. Campbell, Jr. è ricordato soprattutto come direttore della rivista “Astounding Science Fiction” (successivamente diventata “Analog”). In quella veste è stato uno dei personaggi più influenti della fantascienza ma nel corso della sua vita ha fatto anche lo scrittore.
“Luna d’inferno” è un romanzo che contiene vari elementi tipici della fantascienza di John W. Campbell, Jr. pur non essendo una space opera ma “solo” una storia di sopravvivenza. I protagonisti della storia sono astronauti che, dopo due anni di missione, dovrebbero tornare sulla Terra ma l’astronave arrivata per riportarli indietro precipita, lasciandoli bloccati sulla Luna con limitate risorse.
La storia si svolge sulla Luna ed è incentrata sugli sforzi degli astronauti di trovare il modo di sopravvivere fino a quando una spedizione di soccorso potrà arrivare per salvarli. Nelle storie di John W. Campbell, Jr. l’ingegno umano era spesso un elemento fondamentale e tipicamente includevano sviluppi scientifici e tecnologici.
In “Luna d’inferno”, gli astronauti bloccati sulla Luna sono costretti dalle circostanze a utilizzare al massimo il loro ingegno per sfruttare tutto ciò che hanno a disposizione per sopravvivere. John W. Campbell, Jr. descrive gli sforzi degli astronauti per utilizzare i minerali disponibili per produrre innanzitutto ossigeno ma anche fotocellule (così vengono chiamati i pannelli solari nel romanzo) per produrre energia.
Il lavoro più difficile è quello di produrre qualcosa di commestibile, tanto che gli astronauti sono costretti a razionare i viveri disponibili. Il loro progressivo stato di inedia diventa col tempo il loro problema più grave, anche perché ben presto si accorgono che uno di loro sta rubando pian piano il loro cibo.
“Luna d’inferno” è raccontato quasi completamente sotto forma di diario dal punto di vista di Thomas R. Duncan. È quindi una cronaca degli sforzi degli astronauti concentrata sugli eventi, con il racconto di tutto ciò che riescono a produrre con i materiali a disposizione e la motivazione della sopravvivenza.
A causa di quest’impostazione, i personaggi non sono davvero sviluppati. Il diario è scarno e fornisce informazioni piuttosto superficiali sugli astronauti concentrandosi sulle loro competenze piuttosto che sulle loro personalità. Inevitabilmente, per tutti la motivazione è la sopravvivenza perciò la storia risulta ancor più appiattita da questo punto di vista.
Ambientato nel 1981-82, oggi “Luna d’inferno” sembra abbastanza datato. Quando il romanzo venne scritto, nel campo della fantascienza era normale ritenere che trent’anni dopo ci sarebbero state lunghe missioni spaziali. Tuttavia, la missione sulla Luna sembra non prevedere alcun piano di emergenza in caso di problemi nell’arrivo dell’astronave che deve riportare gli astronauti sulla Terra. Non c’è neppure un piccolo razzo in grado di raggiungere la Luna per portare un po’ di cibo agli astronauti.
La situazione dei protagonisti di “Luna d’inferno” è alla fine quella di marinai naufragati su un’isola deserta. Essi sono tagliati fuori dalla civiltà, anche perché non hanno neppure un collegamento radio con la Terra e uno dei problemi è attendere che sul pianeta madre si rendano conto che qualcosa è andato storto.
Nonostante tutte le difficoltà, gli astronauti riescono a creare macchine anche complesse partendo dai minerali lunari. La prospettiva della morte può fare miracoli ma questi riescono davvero a ottenere risultati incredibili in pochi mesi. È davvero una fantascienza di altri tempi.
Secondo me, “Luna d’inferno” è tutto sommato un romanzo abbastanza buono tenendo conto dell’epoca in cui è stato scritto. È il tipo di storia che può piacere a chi apprezza la fantascienza di un’altra epoca.
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Ottima recensione!
Messo in pila di lettura sul comodino anche io 😉
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Buon divertimento! 🙂