Planetary Resources estende gli obiettivi del suo telescopio spaziale Arkyd-100 per cercare esopianeti

L'assemblaggio di un prototipo del telescopio spaziale Arkyd-100 di Planetary Resources (Foto cortesia Planetary Resources. Tutti i diritti riservati)
L’assemblaggio di un prototipo del telescopio spaziale Arkyd-100 di Planetary Resources (Foto cortesia Planetary Resources. Tutti i diritti riservati)

Alla fine di maggio Planetary Resources aveva cominciato una campagna di raccolta di fondi tramite il sistema del crowdfunding sul sito Kickstarter per finanziare la messa in orbita di un telescopio spaziale Arkyd-100. Nei giorni scorsi l’azienda ha rilanciato i suoi obiettivi promettendo di aggiungere la possibilità di rilevare esopianeti se la raccolta raggiungerà i due milioni di dollari.

In realtà, i nuovi obiettivi sono vari e due di essi verranno svelati se verranno raggiunti numeri prefissati di finanziatori. Planetary Resources ha dichiarato che se la raccolta raggiungerà la cifra di 1,3 milioni di dollari sarà possibile aggiungere una seconda stazione terrestre che servirà a raddoppiare la possibilità di scaricare le informazioni raccolte dal telescopio spaziale Arkyd-100.

I due obiettivi segreti sono legati al raggiungimento della cifra di 1,5 e 1,7 milioni di dollari e verranno rivelati quando i finanziatori saranno 11.000 e 15.000. Sembra un modo per stimolare la curiosità delle persone interessate al progetto, che in questo modo possono decidere di contribuire anche con una piccola cifra.

Certamente il nuovo obiettivo più interessante è la possibilità di potenziare il telescopio spaziale Arkyd-100 in modo che possa essere utilizzato anche per la ricerca di esopianeti. Planetary Resources spiega, anche tramite un’immagine, che intende utilizzare i metodi del transito e della microlente gravitazionale per individuare i possibili pianeti. L’azienda vorrebbe lavorare con Sara Seager, professoressa di fisica e scienze planetarie al MIT, uno dei più importanti scienziati che si occupa di esopianeti.

I problemi riscontrati dal telescopio spaziale Kepler il mese scorso potrebbero lasciare la NASA senza il suo “cacciatore di pianeti”. Anche raggiungendo i 2 milioni di dollari necessari per costruire la versione potenziate dell’Arkyd-100, è chiaro che esso non sarebbe allo stesso livello di Kepler, che è costato circa 600 milioni di dollari. Si tratterebbe comunque di un eccellente strumento scientifico da utilizzare anche per motivi didattici.

In questo momento, sono stati raccolti poco più di 900.000 dollari perciò il progetto originale dovrebbe partire anche se dopo l’entusiasmo iniziale c’è stato un netto calo delle offerte. Il problema è che la raccolta terminerà il 30 giugno perciò l’unica speranza per raggiungere i nuovi obiettivi è che essi portino rapidamente ad una nuova ondata di offerte, soprattutto da scuole, università e istituzioni scientifiche che potrebbero sfruttare i servizi del telescopio spaziale Arkyd-100.

Sarebbe bello se anche qualche agenzia spaziale contribuisse al progetto esteso del telescopio spaziale Arkyd-100 ma si sa che hanno sempre problemi di budget perciò lo utilizzano tutto per i loro progetti che riescono a far approvare. A questo punto, è probabile che starà a Planetary Resources decidere se aggiungere la cifra necessaria, anche tramite altri sponsor, a costruire un nuovo cacciatore di pianeti.

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