Un test chiave della missione di rifornimento robotico è stato completato sulla Stazione Spaziale Internazionale

Il robot Dextre (foto NASA)
Il robot Dextre (foto NASA)

La NASA e la Canadian Space Agency (CSA) hanno annunciato il successo di un test chiave della missione di rifornimento robotico (Robotic Refueling Mission, RRM) in cui il robot Dextre, conosciuto anche come Special Purpose Dexterous Manipulator (SPDM), ha simulato il rifornimento di un satellite in orbita geosincrona.

Il robot Dextre è stato progettato in collaborazione dalla NASA e dalla CSA con lo scopo di fare un balzo in avanti nei lavori di manutenzione di satelliti in orbita. Portato sulla Stazione Spaziale Internazionale nel luglio 2011 dallo Space Shuttle Atlantis, sta passando attraverso una serie lunga e complessa di test.

Il robot Dextre è montato all’estremità del braccio robotico Canadarm2 e tramite quattro strumenti in grado di tagliare e manipolare cavi, svitare testine, aprire e chiudere valvole e trasferire fluidi. Il personale della Stazione Spaziale Internazionale può controllarne l’operato tramite apposite telecamere che forniscono loro una visione ravvicinata di ciò che sta succedendo.

Già l’anno scorso un primo test aveva simulato le prime fasi del rifornimento di un satellite per verificare che gli strumenti potessero operare con la precisione necessaria, il 14 gennaio 2013 è cominciato un test che ha simulato un rifornimento completo. Inevitabilmente, in questi casi ci possono essere problemi e dopo un solo giorno il test è stato interrotto a causa di quello che è risultato essere un problema del software di controllo del robot Dextre.

Il 22 gennaio, è stato possibile riprendere il test della missione di rifornimento robotico, che è stato completato in maniera soddisfacente. Il trasferimento di fluidi nello spazio è un’operazione particolarmente delicata che richiede notevole precisione. In genere, i satelliti non sono stati costruiti per essere riforniti perciò il robot Dextre deve rompere i sigilli del serbatoio, aggiungendo difficoltà al suo compito.

Finora l’esaurimento del propellente segnava in generale la fine della vita di un satellite, la cui orbita non poteva più essere aggiustata e quindi diventava un rifiuto pericoloso e prima o poi cadeva sulla Terra. La missione di rifornimento robotico ha lo scopo di cambiare questo stato di cose portando a notevoli risparmi perché rifornire un satellite i cui strumenti funzionano ancora costerà probabilmente parecchi milioni di dollari ma costruirne uno nuovo e metterlo in orbita è molto più costoso.

Il Satellite Servicing Capabilities Office (SSCO), creato dalla NASA nel 2009 proprio per sviluppare queste tecnologie robotiche, prossimamente presenterà i risultati dettagliati della missione di rifornimento robotico. Nel frattempo, la NASA ha cominciato a esplorare le possibilità di collaborazione con aziende private per offrire questo tipo di servizi.

Nuovi test sono previsti per espandere le possibilità di utilizzo del robot Dextre e poter effettuare anche servizi di riparazione e altre operazioni sui satelliti. Se pensiamo a quanto sono diventati importanti i satelliti per le comunicazioni, per il controllo del territorio e per molti altri scopi, si tratterà di un notevole passo avanti.

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