
L’astro-fotografo Robert Gendler ha messo assieme varie fotografie della galassia a spirale M106 (Messier 106, conosciuta anche come NGC 4258) scattate negli anni dal telescopio spaziale Hubble combinandole con quelle effettuate da lui e da un altro astro-fotografo, Jay GaBany, per creare una delle più straordinarie immagini astronomiche mai prodotte.
La parte centrale della galassia M106 è composta da dati presi da vari strumenti del telescopio spaziale Hubble: la Advanced Camera for Surveys, la Wide Field Camera 3 e la Wide Field Planetary Camera 2. Le braccia esterne hanno utilizzato in prevalenza dati di Hubble assieme a dati di osservazioni effettuate dal suolo dai telescopi di Robert Gendler e Jay GaBany nel New Mexico.
La galassia M106 fu scoperta nel 1781 da Pierre Méchan ed è distante circa 23,5 milioni di anni luce dalla Terra. È una galassia di Seyfert, una classe di galassie che producono emissioni di linee spettrali da gas fortemente ionizzato. Le osservazioni di M106 fanno pensare che il buco nero supermassiccio al suo centro sia molto più attivo di quello al centro della Via Lattea e parte della galassia vi stia precipitando.
Il buco nero supermassiccio al centro della galassia M106 sembra talmente attivo da aver causato indirettamente l’origine di due braccia extra. Normalmente, le braccia di una galassia a spirale contengono stelle e ciò è vero anche per le due braccia normali di M106. Le due braccia extra sono invece composte di gas ad alte temperature.
Quando la materia vicino al centro della galassia M106 precipita verso il buco nero supermassiccio, viene riscaldata fino a raggiungere temperature elevatissime. Anche a causa dell’immenso campo magnetico esistente nella zona, la conseguenza è che parte di essa viene spinta via in maniera molto violenta producendo le due braccia extra.
Non è un caso che la galassia M106 sia stata studiata anche utilizzando i telescopi spaziali Spitzer, che effettua osservazioni nelle frequenze degli infrarossi, e Chandra, che effettua osservazioni nelle frequenze dei raggi X. Questi ultimi in particolare sono emessi in eventi davvero violenti in grado di generare elevate energie e quindi radiazioni elettromagnetiche di quel tipo.
Il mosaico composto da Robert Gendler è davvero straordinario. La galassia M106, una delle più brillanti galassie a spirale, viene mostrata al meglio nell’immagine risultante. È uno dei casi in cui scienza e arte si fondono alla perfezione.
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