
Nota. Questa recensione contiene pesanti spoiler sulla serie televisiva “Last Resort”!
Ieri, in Italia (il 24 gennaio negli U.S.A., dove veniva trasmessa dalla ABC) è terminata la serie “Last Resort” con i 13 episodi della prima e unica stagione.
“Last Resort” seguiva la storia dell’equipaggio del sottomarino di classe Ohio USS Colorado. In seguito ad una missione in cui il sottomarino ha raccolto una squadra di Navy SEAL al largo delle coste del Pakistan, il Capitano Marcus Chaplin riceve l’ordine di lanciare i missili nucleari in dotazione contro il Pakistan.
L’ordine viene inoltrato tramite un canale secondario da utilizzare solo nel caso in cui Washington D.C. sia stata distrutta perciò il Capitano Chaplin chiede conferma attraverso i normali canali. A quel punto, Chaplin viene sollevato dal comando dal sottosegretario alla Difesa e al Tenente Comandante Sam Kendal viene ordinato di prendere il comando ed eseguire l’ordine di attacco.
Quando anche Kendal chiede conferma dell’ordine attraverso i normali canali, il sottomarino USS Colorado viene dichiarato fuorilegge, un altro sottomarino americano lo attacca e allo stesso tempo missili nucleari vengono lanciati contro il Pakistan. Il Colorado sfugge all’attacco grazie ad un nuovo sistema di occultamento e attracca all’isola di Sainte Marina, dove l’equipaggio prende il controllo della locale installazione radar della NATO.
Il Capitano Chaplin lancia un missile nucleare al largo di Washington D.C. come avvertimento di non tentare altri attacchi contro il sottomarino Colorado ma è solo una soluzione a breve termine. Il suo scopo è di dimostrare l’illegittimità degli ordini per riportare a casa il suo equipaggio con il loro onore intatto.
Il cast di “Last Resort” è costituito da:
- Andre Braugher nel ruolo di Marcus Chaplin
- Scott Speedman (foto ©Justin Hoch) nel ruolo di Sam Kendal
- Daisy Betts nel ruolo di Grace Shepard
- Camille De Pazzis nel ruolo di Sophie Girard
- Dichen Lachman nel ruolo di Tani Tumrenjack
- Daniel Lissing nel ruolo di James King
- Sahr Ngaujah nel ruolo di Julian Serrat
- Autumn Reeser (foto ©David Shankbone) nel ruolo di Kylie Sinclair
- Jessy Schram nel ruolo di Christine Kendal
- Robert Patrick nel ruolo di Joseph Prosser
Partito con una buona audience e buone critiche all’episodio pilota, “Last Resort” ha rapidamente perso ritmo e spettatori. Dopo meno di due mesi, la ABC ha comunicato che la serie non avrebbe avuto neppure una stagione completa, limitandosi quindi ai 13 episodi prodotti.
L’episodio pilota era effettivamente promettente, anche se il lancio di missili nucleari sul Pakistan sembrava davvero azzardato dato che se avvenisse davvero le ripercussioni a livello internazionale sarebbero enormi. Come elemento drammatico in una serie come “Last Resort”, con cospirazioni che hanno ramificazioni internazionali, ci poteva stare, peccato che negli episodi successivi la trama sia per così dire naufragata un po’ alla volta.
Le cospirazioni in un telefilm vanno pianificate con coerenza e senza eccessive distrazioni in modo da mantenere la tensione degli spettatori. Ovviamente, all’inizio ci sono dei misteri ma bisogna fornire progressivamente qualche elemento che li sveli e capire chi siano almeno parte dei cattivi. “Last Resort” è insufficiente da questo punto di vista.
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In “Last Resort” la sottotrama riguardante direttamente il complotto e quella riguardante l’equipaggio del sottomarino Colorado fornivano spunti narrativi in abbondanza per sviluppare bene la serie. Secondo me è stato un errore voler allargare fin dall’inizio la parte della storia sull’isola di Sainte Marina con la relativa popolazione civile e i conseguenti problemi, soprattutto con il sindaco Julian Serrat, che è una sorta di piccolo dittatore locale.
Alla fine, la parte della storia che avviene a Washington incentrata su Kylie Sinclair e il suo tentativo di capire cosa ci sia dietro agli avvenimenti del sottomarino Colorado è stata un po’ sacrificata e si capisce davvero poco del complotto. Abbiamo capito che almeno parte del governo americano vi è implicata ma ad esempio non sappiamo davvero se il presidente vi facesse parte o se fosse manipolato.
Il Capitano Chaplin è lo specchio dei problemi dello sviluppo della trama. All’inizio cerca di andare d’accordo con Serrat, successivamente si scontra con lui ma lo lascia al potere e questo causa nuovi problemi; deve affrontare possibili ammutinamenti e un giorno impone una disciplina ferrea ma successivamente sembra attendere passivamente gli sviluppi della situazione. Certo, si trova in una situazione davvero complessa dove è davvero difficile pianificare le sue azioni ma anche nel suo rapporto con i cinesi che gli offrono aiuto sembra sempre limitarsi a reagire agli eventi.
Gli sceneggiatori sembrano aver cercato di attirare più pubblico femminile inserendo qualche elemento romantico. Ecco innanzitutto una sottotrama riguardante Christine, la moglie di Sam Kendal, che però alla fine è risultata quasi inutile. É stato creato un accenno di triangolo che includeva Sophie ma sarebbe stato migliore se avessero atteso qualche altro episodio. Un altro elemento romantico è il rapporto che nasce tra James King, uno dei Navy SEAL, e Tani, una ragazza locale. Devo dire che il lato romantico per me è irrilevante perciò forse sono troppo severo nel considerarlo inutile.
“Last Resort” veniva trasmesso negli U.S.A. alla stessa ora di “The Big Bang Theory”, uno dei programmi più popolari attualmente in onda, e certi episodi anche contro partite di football americano. La concorrenza era assai dura e proprio per questo secondo me all’inizio avrebbero dovuto sviluppare in maniera molto forte solo gli elementi di base della storia, soprattutto la sottotrama riguardante direttamente il complotto, per creare una base adeguata di audience. Solo a quel punto avrebbero potuto allargare la trama, magari nella seconda stagione.

Probabilmente non ha aiutato la natura controversa della storia, che implica almeno parte del governo americano in un attacco nucleare contro un’altra nazione con motivazioni create ad arte. Ancora una volta, uno sviluppo migliore di questa parte della storia avrebbe potuto secondo me creare la giusta tensione necessaria per mantenere l’audience.
L’episodio finale dà in qualche modo una conclusione alla vicenda, anche se era impossibile risolvere tutto in così breve tempo. La conclusione è risultata comunque piuttosto affrettata proprio perché c’erano parecchie sottotrame ancora aperte ma almeno alcune di essere hanno avuto una chiusura. Questo è più di quanto accada a molte serie che vengono cancellate lasciando tutta la storia “appesa”, invece “Last Resort” ha un finale davvero col botto.
Complessivamente, secondo me “Last Resort” non è stata una brutta serie ma aveva il difetto di essere stata sviluppata in maniera dispersiva, con troppe sottotrame inserite fin dall’inizio. C’è quindi il rimpianto per un potenziale che non è stato sviluppato adeguatamente.
