Frugate il cielo di Frederik Pohl e Cyril M. Kornbluth

Frugate il cielo di di Frederik Pohl e Cyril M. Kornbluth
Frugate il cielo di di Frederik Pohl e Cyril M. Kornbluth

Il romanzo “Frugate il cielo” (“Search the Sky”) di Frederik Pohl e Cyril M. Kornbluth è stato pubblicato per la prima volta nel 1954. Frederik Pohl ne pubblicò una nuova versione revisionata nel 1985. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nei nn. 305 e 624 di “Urania”, nel n. 110 dei “Classici Urania”, all’interno di “Millemondi Speciale Estate 1999” e nel n. 120 di “Urania Collezione” nella traduzione di Beata Della Frattina.

Ross è un mercante insoddisfatto del suo lavoro e in generale della società in cui vive. La sua città si sta lentamente spopolando ma sembra che il problema non interessi a nessuno. Quando un’astronave interstellare arriva sul suo pianeta, scopre che le cose sembrano andare anche peggio in altri sistemi stellari perché altri pianeti non hanno risposto ai segnali radio inviati quando l’astronave è passata nelle loro vicinanze.

Quasi per caso, Ross viene coinvolto in un tipo di esplorazione interstellare che in realtà è antico. Infatti, scopre che in orbita attorno al suo pianeta c’è una vecchissima astronave dotata di una propulsione in grado di farla viaggiare più veloce della luce, a differenza delle astronavi che normalmente compiono viaggi interstellari. Il compito di Ross è di viaggiare tra le stelle per scoprire il motivo della decadenza dell’umanità. L’unico indizio è una misteriosa formula scientifica.

Frederik Pohl e Cyril M. Kornbluth scrissero assieme alcuni romanzi e parecchi racconti. Assieme, furono tra i maggiori rappresentanti della fantascienza sociologica, un sottogenere focalizzato sulle possibili evoluzioni della società nel futuro. In realtà, questo tipo di speculazioni è nato con la fantascienza dato che già H.G. Wells aveva scritto varie storie in cui esaminava il futuro dal punto di vista sociale. Negli anni ’50 però una serie di autori cominciarono a scrivere storie a sfondo sociale andando contro la tendenza di quegli anni a dedicarsi a storie in cui scienze e tecnologie erano i temi dominanti.

Nel 1952, Frederik Pohl e Cyril M. Kornbluth pubblicarono il romanzo “I mercanti dello spazio”, una pietra miliare della fantascienza sociologica. “Frugate il cielo” è il terzo romanzo frutto della loro collaborazione, che mischia la satira tipica del sottogenere sociologico al racconto ammonitore.

“Frugate il cielo” è ambientato molti secoli nel futuro, quando l’umanità ha colonizzato molti pianeti. Esiste una forma di propulsione più veloce della luce ma viene tenuta segreta per evitare rischi di guerre interstellari. Di conseguenza, astronavi che viaggiano più lentamente della luce vengono generalmente usate perciò le colonie rimangono isolate.

Ross, il protagonista di “Frugate il cielo”, vive su un pianeta colonizzato circa quattordici secoli prima ma la sua popolazione sta lentamente calando. Annoiato dalla sua vita e uno dei pochissimi che si pone il problema della decadenza della società in cui vive, è il perfetto candidato scelto dalla persona che conosce il segreto delle astronavi che viaggiano più veloci della luce per andare a visitare le altre colonie e capire come mai sembra che ci sia una decadenza generale.

“Frugate il cielo” è formato da varie parti ambientate su diversi pianeti. Su ognuno di essi c’è una società in cui qualcosa è andato male. Frederik Pohl e Cyril M. Kornbluth esplorano in maniera satirica le possibili direzioni che potrebbe prendere la decadenza di una società estremizzando alcune tendenze esistenti oggi o ribaltandole.

In “Frugate il cielo” la coerenza è a volte sacrificata ad una certa esagerazione ma trattandosi di una satira questo è anche logico. Ross non è certo un eroe pronto a cavarsela nelle situazioni impreviste in cui si trova sui vari pianeti, anzi è ingenuo e totalmente impreparato ai pericoli che deve affrontare. Le società che Ross incontra durante i suoi viaggi forse non hanno del tutto senso ma se togliamo gli elementi più coloriti possiamo vedere qualche inquietante similitudine tra almeno un paio di esse e la nostra.

“Frugate il cielo” non è allo stesso livello de “I mercanti dello spazio”, in cui la satira era concentrata su un argomento e per quel motivo colpiva il bersaglio con forza decisamente maggiore. L’analisi della decadenza delle varie colonie avrebbe meritato un maggiore sviluppo, invece porta ad un finale che ha senso ma è piuttosto semplicistico nelle sue motivazioni.

Nonostante i suoi difetti, secondo me “Frugate il cielo” rimane un buon romanzo, soprattutto perché fa riflettere sulle possibili conseguenze di certe tendenze negative della nostra società perciò penso che valga la pena leggerlo.

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