Al Consiglio Ministeriale di Napoli l’ESA conferma il proprio impegno per lo sviluppo tecnologico

Un momento del Consiglio Ministeriale dell'ESA 2012 tenuto a Napoli (Foto ESA–S. Corvaja)
Un momento del Consiglio Ministeriale dell’ESA 2012 tenuto a Napoli (Foto ESA–S. Corvaja)

Si è chiusa ieri a Napoli l’edizione 2012 del Consiglio Ministeriale dell’ESA tenuta il 20 e 21 novembre. È stata conclusa con successo, con l’impegno da parte dei ministri delle nazioni che fanno parte dell’ESA e quello che rappresentava il Canada per sviluppare i programmi dell’Agenzia nei prossimi anni. Negli scorsi giorni, era stata annunciata l’adesione della Polonia all’ESA portanto il numero dei membri a 20.

Il risultato principale riguarda il budget stabilito in 10 miliardi di Euro per i prossimi tre anni in progetti spaziali. Nonostante la crisi economica quindi l’ESA mostra una chiara volontà di continuare sulla strada dello sviluppo tecnologico.

Il budget riguarda principalmente lo sviluppo di due nuovi razzi vettori, l’Ariane 5 ME (Mid-life Evolution) e l’Ariane 6. Il razzo Ariane 5 attualmente utilizzato funziona molto bene ma ha elevati costi di gestione dei lanci. I suoi successori dovrebbero avere costi inferiori e maggiori possibilità di lanci di satelliti.

Elon Musk, il proprietario di SpaceX, ha recentemente dichiarato che nel mercato attuale l’Ariane 5 sta rapidamente diventando obsoleto e l’ESA dovrebbe accelerare lo sviluppo dei suoi successori. Ovviamente, Musk fa i suoi interessi dato che la sua azienda ha sviluppato il razzo Falcon 9, un concorrente dell’Ariane 5, ma proprio per questo le sue dichiarazioni vanno tenute a mente.

La scelta dell’ESA di sviluppare sia il razzo Ariane 5 ME che l’Ariane 6 è sostanzialmente un compromesso tra Germania e Francia. Nel prossimo Consiglio Ministeriale dell’ESA, che verrà tenuto nel 2014, verranno esaminati i primi risultati degli sviluppi di questi razzi, al momento le previsioni sono che l’Ariane 5 ME possa volare nel 2017 e l’Ariane 6 nel 2021 o 2022.

Un razzo vettore il cui sviluppo è invece nelle fasi finali è il Vega, utilizzabile per carichi leggeri, ovvero piccoli satelliti. Un ulteriore finanziamento di 85 milioni di Euro dimostra la sua importanza.

Nel campo dei satelliti, c’è stato un accordo tra ESA ed EUMETSAT per lo sviluppo del satellite Meteosat di terza generazione. Considerando gli estremi e i repentini cambiamenti di tempo che stiamo sperimentando ultimamente è chiaro che avere satelliti meteorologici più sofisticati è importante per cercare di limitare i danni che possono essere causati da vari fenomeni naturali.

L’ESA ha anche confermato la sua collaborazione con altre nazioni. La missione ExoMars, in collaborazione con la Russia, dovrebbe portare due nuove navicella, un orbiter e un rover, su Marte nel 2016 e 2018.

L’ESA fornirà anche il modulo di servizio al Multi-Purpose Crew Vehicle (MPCV) della NASA chiamato Orion che potrebbe essere testato già il prossimo anno.

Assieme alle altre nazioni che gestiscono la Stazione Spaziale Internazionale, l’ESA continuerà il suo impegno per lo sfruttamento della stazione.

Il budget è davvero notevole considerando gli attuali problemi economici ma in Europa oltre 30.000 persone lavorano per l’industria spaziale e altre 300.000 lavorano in settori connessi come quello dell’industria dei satelliti. Non si tratta dunque di spendere molti soldi solo per mostrare di essere al livello delle nazioni leader nelle missioni spaziali ma anche per mantenere e possibilmente creare posti di lavoro spesso di alto livello e per continuare sviluppi tecnologici che nel futuro porteranno benefici alle nazioni europee. Insomma, si tratta di investimenti per il futuro.

[ad name=”TDElettronica468″]

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *