Il computer digitale più vecchio del mondo è stato rimesso in funzione

Il computer WITCH o Harwell Dekatron durante il restauro nel 2010
Il computer WITCH o Harwell Dekatron durante il restauro nel 2010

Il computer digitale ancora funzionante più vecchio del mondo, il Wolverhampton Instrument for Teaching Computing from Harwell (WITCH), conosciuto anche come Harwell Dekatron Computer o semplicemente come Harwell Computer, è stato rimesso in funzione dopo un restauro durato tre anni al National Museum of Computing (TNMOC) in Inghilterra.

La costruzione del computer Harwell cominciò nel 1949 con lo scopo di essere usato dagli scienziati dell’Atomic Energy Research Establishment a Harwell, nell’Oxfordshire. Attivato nel 1951, pesa circa 2,5 tonnellate, utililizza 828 valvole Dekatron per la memoria, 480 relè e nastro perforato per la programmazione. L’output viene stampato tramite una telescrivente.

Le prestazioni non sono esattamente quelle di un computer moderno e neppure di una qualsiasi calcolatrice economica tascabile. Infatti, per effettuare una semplice moltiplicazione impiega dai 5 ai 10 secondi. Il vantaggio è che il computer Harwell può essere programmato e lavorare per lungo tempo effettuando una serie anche molto lunga di calcoli preprogrammati. Negli anni di maggiore utilizzo, veniva infatti utilizzato mediamente per 80 ore alla settimana.

Già all’epoca i progressi nel campo dell’informatica erano rapidi e nel 1957 il computer Harwell era diventato obsoleto. Venne quindi indetto un concorso tra i college per decidere a chi darlo, poiché poteva ancora essere utile per altri scopi. Il Wolverhampton and Staffordshire Technical College, poi diventato Wolverhampton University, se lo aggiudicò e lo utilizzò per l’insegnamento dell’informatica. Fu allora che il computer venne chiamato WITCH.

[ad name=”AmazonElettronica468″]

Nel 1973, il computer WITCH venne donato al Museum of Science and Industry di Birmingham, dove rimase fino al 1997, quando il museo chiuse. A quel punto, esso venne smontato e i componenti riposti al Birmingham City Council Museums Collection Centre, in quella che sembrava essere la fine della sua vita.

Kevin Murrell, uno dei curatori del National Museum of Computing, vide per caso una foto del pannello di controllo del computer WITCH e riuscì a farlo restaurare. Fortunatamente, i danni fisici erano limitati ma il lavoro è stato comunque molto lungo.

Il computer WITCH è davvero un pezzo di storia dell’informatica e ora può essere ammirato dal pubblico durante le ore di apertura del National Museum of Computing. È una grande occasione per farsi un’idea di quanti progressi siano stati fatti nei 60 anni trascorsi da quando è stato messo in funzione per la prima volta.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *