I senza-tempo di Alessandro Forlani

I senza-tempo di Alessandro Forlani
I senza-tempo di Alessandro Forlani

Il romanzo “I senza-tempo” di Alessandro Forlani è stato pubblicato per la prima volta nel numero del novembre 2012 di “Urania”. È il romanzo vincitore del Premio Urania 2011 e anche del Premio Kipple. Il libro contiene anche il racconto che ha vinto il Premio Stella Doppia “Lo scambiatore” di Marco Migliori e il racconto “Suburbi@ drive” di Dario Tonani.

Nel 2012, il negromante Monostatos si risveglia da un sonno durato alcuni secoli. È affamato perciò fa strage dei bambini di una scuola elementare per mangiarne le carni. Clara, una giovane giornalista accorsa sul posto, riesce a scattare qualche fotografia nonostante debba trattenere i conati di vomito.

Nel 2036, Monostatos affronta altri negromanti che, a differenza di lui, si sono adattati alla realtà moderna e si fanno passare per comuni professionisti mentre compiono di nascosto i loro riti e i loro atti di cannibalismo. Clara scopre una traccia collegata alla strage del 2012 e si trova a indagare assieme ad alcuni dei bambini sopravvissuti, ormai cresciuti in una società in forte crisi.

Il regolamento del premio Urania stabilisce che il contenuto delle opere deve essere strettamente fantascientifico, non fantasy o horror. In realtà, nel corso degli anni questa norma del regolamento del premio è stata più volte ignorata portando alla pubblicazione di romanzi di genere misto.

La commistione di generi esiste da sempre, anche perché i vari generi evolvono nel tempo. Si potrebbe discutere all’infinito sulla definizione di fantascienza, fantasy e horror ma non se ne verrebbe fuori e i commenti su “I senza-tempo” finirebbero per essere messi da parte perciò mi limiterò a esprimere le mie personalissime opinioni.

Secondo me, “I senza-tempo” è più che altro un romanzo horror. Dai commenti dei negromanti si possono cogliere i collegamenti della loro arte con le scienze più moderne ma sono piuttosto vaghi, come se fossero messi lì per cercare un collegamento con la fantascienza.

Anche come struttura, “I senza-tempo” è decisamente più horror che fantascienza. La storia è molto splatter ed è raccontata con uno stile cinematografico che potrebbe renderla indigesta a chi non frequenta quel genere. Invece, come romanzo di fantascienza dovrei considerarlo zoppicante per la trama frammentata con un finale molto aperto seguito da un’appendice molto autonoma.

Infatti, la storia si svolge principalmente nel 2036 ma c’è una sorta di prologo nel 2012, un’altra breve parte ambientata nel 2024 e una lunga appendice che contiene racconti legati ai senza-tempo ma non alla storia principale se non perché sono spacciati per parte dell’inchiesta di Clara (non Chiara, come erroneamente è indicata nell’indice del libro!).

Questa struttura secondo me sarebbe debole per un romanzo di fantascienza mentre va bene per un horror. A parte la prima parte ambientata nel 2012, la storia ha comunque luogo nel futuro e nella parte principale ci sono alcuni elementi un po’ cyberpunk, quindi fantascientifici.

Nel futuro descritto ne “I senza-tempo” la crisi è peggiore che mai, purtroppo una situazione facilmente riconoscibile. Al contrario, Monostatos trova il XXI secolo irriconoscibile ed entra in contrasto con altri negromanti che invece si sono adattati alle nuove circostanze mantenendo però il loro potere sulla gente. Monostatos agisce apertamente, anche utilizzando i suoi archiburoboti, parte organici e parte metallici, un po’ golem e un po’ terminator. Al contrario, gli altri negromanti sono diventati la quintessenza dei poteri occulti.

Il mantenimento del potere dei negromanti ha però un prezzo molto elevato non solo a causa delle loro abitudini cannibalistiche ma anche perché consumano risorse. La conseguenza è che alle nuove generazioni rimangono le poche risorse non usate da loro e l’impossibilità di decidere del loro destino.

Se la metafora non vi è chiara, nel romanzo potete trovare riferimenti come uno dei personaggi che riceve l’A.R.I.A. o Assegno di ricerca e integrazione accademica: un risarcimento statale per l’inutile impegno profuso negli studi, un altro che sta per terminare il suo stu.pro, il contratto studentesco a progetto, e un’azienda che usa zombie come impiegati.

In realtà, i negromanti che appaiono nel romanzo non sono particolarmente sviluppati e Monostatos si distingue dagli altri solo per l’atteggiamento verso i tempi moderni e il suo modo di parlare legato all’epoca in cui era entrato nel suo sonno. Alla fine, i personaggi realmente sviluppati sono Clara e alcuni dei superstiti della strage nella scuola del 2012.

Secondo me, se il romanzo fosse stato più lungo, soprattutto nella storia principale, avrebbe avuto una trama più forte e maggiore sviluppo dei negromanti. Sarebbe stato anche possibile aggiungere gli altri racconti come extra invece che attaccarli come parte di un’inchiesta in maniera un po’ posticcia visto che il loro stile è quello di narrativa e non di inchiesta giornalistica.

D’altra parte, la lunghezza ridotta fa sì che il ritmo sia rapido, tanto da far sembrare la storia principale quasi più una sceneggiatura cinematografica che un romanzo. I racconti dell’inchiesta di Clara sono brevi e quindi il ritmo è anche in quel caso rapido.

Se siete puristi della fantascienza, “I senza-tempo” non fa per voi, se invece vi piacciono le storie horror e le commistioni di generi, acquistatelo subito perché vi piacerà sicuramente.

3 Comments


  1. Finalmente una recensione sensata.

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    1. Grazie. 🙂 Inevitabilmente, un romanzo del genere, o meglio di un mix di generi, provoca una netta spaccatura tra le varie opinioni.

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