Psychlone di Greg Bear

Psychlone di Greg Bear
Psychlone di Greg Bear

Il romanzo “Psychlone” (“Psychlone”) di Greg Bear è stato pubblicato per la prima volta nel 1979. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 879 di “Urania”.

Larry Fowler viene invitato dal suo vecchio amico Henry Taggart per cercare di effettuare misurazioni oggettive di strani fenomeni di tipo poltergeist. Fowler è scettico ma assiste a fenomeni davvero fuori dal normale. Alcuni giorni dopo, Taggart e suo padre muoiono in un caso di omicidio-suicidio e Fowler pensa che ci sia una connessione con i fenomeni poltergeist perciò torna ad investigare.

Lorobu è un paesino vicino ad Albuquerque, nel New Mexico. Un giorno gli abitanti sembrano impazzire e si uccidono tra di loro. Timothy Townshend è uno dei pochissimi sopravvissuti ma è solo un ragazzino e l’evento è stato particolarmente traumatico. Continua ad avere strane visioni ma cosa c’entrano questi eventi con quelli a cui ha assistito Larry Fowler? Perché alcuni medium sembrano essere attirati verso Lorobu?

Greg Bear è conosciuto come autore di fantascienza “hard” ma occasionalmente sperimenta altri generi. “Psychlone” è fondamentalmente un romanzo horror e più specificamente una storia di fantasmi, un tema che l’autore interpreta nella sua maniera cercando di aggiungervi elementi pseudo-scientifici.

La vicenda è incentrata su fenomeni psichici tanto violenti da causare una sorta di ciclone e il titolo deriva appunto dall’unione dei due termini. Uno dei protagonisti, Larry Fowler, cerca di comprendere la natura dei fenomeni a cui ha assistito indagando su di essi in maniera scientifica.

Purtroppo il tentativo di raccontare una storia horror trasformandola quasi in una di fantascienza finisce per indebolirla. In una storia horror gli elementi soprannaturali obbediscono a leggi del tutto arbitrarie. Spesso gli autori utilizzano elementi presi da varie tradizioni per poterla sviluppare senza che si trasformi nel tentativo di comprendere le “regole del gioco”.

Un autore può comunque scegliere le regole più adatte al modo in cui vuole sviluppare la storia: pensiamo ad esempio al fatto che nelle storie di vampiri a volte queste creature soprannaturali possono stare alla luce del Sole mentre altre volte non la sopportano.

Nel momento in cui un autore decide di inserire elementi scientifici in una storia, innanzitutto deve svilupparla in maniera razionale. Gli elementi soprannaturali non possono più essere arbitrari ma devono avere un qualche tipo di spiegazione.

Certo, un autore tipicamente inventa una spiegazione pseudo-scientifica più o meno sensata per gli elementi fantastici di una storia ma nel momento in cui decide di introdurne una deve anche svilupparla in maniera coerente. Secondo me non è necessario spiegare tutto ma deve esserci una certa chiarezza almeno riguardo agli elementi più importanti.

Il maggiore problema di “Psychlone” secondo me è che Greg Bear abbozza una spiegazione pseudo-scientifica per i fenomeni psichici alla base del romanzo ma non la sviluppa veramente. Il concetto di fondo della storia è interessante ma induce il lettore a porsi mille domande alle quali non viene data alcuna risposta.

Una storia horror può anche essere sviluppata con un approccio fantascientifico ma perché funzioni l’autore deve costruire una teoria coerente che spieghi i fenomeni apparentemente soprannaturali di cui parla. Se invece elementi fantascientifici vengono trattati in maniera arbitraria come i classici elementi horror la storia non funziona altrettanto bene e questo è il caso di “Psychlone”.

Questa debolezza si fa sentire particolarmente nel finale del romanzo. In una storia horror, le armi da utilizzare contro creature soprannaturali sono scelte in maniera arbitraria, sempre perché le regole sono arbitrarie. Quando però vengono inseriti elementi pseudo-scientifici l’autore deve cercare di introdurre una logica. In “Psychlone” l’esercito costruisce un’arma che dovrebbe eliminare i fenomeni psichici ma neppure loro sanno se funzionerà.

Certo, anche in una storia di fantascienza “hard” è possibile che gli autori di un esperimento non sappiano bene quali saranno i risultati. Il problema in “Psychlone” è che l’arbitrarietà delle regole delle storie horror porta all’impressione che gli elementi pseudo-scientifici siano buttati lì a casaccio.

Per il lettore abituale di storie horror, “Psychlone” non è neppure particolarmente spaventoso. Purtroppo è difficile ignorare gli elementi pseudo-scientifici ma se non ci si pone domande sulla loro coerenza il romanzo è comunque discreto e scorrevole. Secondo me però è il tipo di lettura che può andare bene giusto per passare un po’ di tempo con un romanzo privo di complessità.

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