NBA: proprietari e giocatori approvano il nuovo contratto collettivo e la stagione comincerà ufficialmente a Natale

Quasi due settimane fa era arrivato l’annuncio di un accordo preliminare tra proprietari e giocatori NBA per un nuovo contratto collettivo. La notizia era stata accolta con gioia dalle parti e da tutti quelli che non vedevano l’ora di vedere le partite NBA ma quell’accordo era stato raggiunto dai rappresentanti delle due parti ed era necessario che venisse approvato.

Quest’ultimo passo era considerato da molti una formalità, tanto che già nei giorni scorsi l’NBA aveva diramato il calendario per la stagione ridotta a 66 partite con partenza a Natale. Ora è arrivata l’approvazione di 25 proprietari su 30 e dell’86% degli oltre 200 giocatori che hanno votato perciò finalmente possiamo dire ufficialmente che il basket NBA è tornato.

Proprietari e giocatori hanno approvato un accordo della durata di dieci anni con la possibilità di uscirne dopo sei anni. Il cambiamento fondamentale è che i giocatori hanno accettato una riduzione dei salari per permettere alle squadre di evitare problemi finanziari, soprattutto a quelle che operano nei mercati più piccoli.

Ci sono stati vari cambiamenti nelle regole riguardanti i contratti e le esatte conseguenze potranno essere valutate solo a lungo termine perché le regole, vecchie e nuove, sono davvero complesse. Soprattutto la “luxury tax”, che le squadre che spendono di più pagano alle altre, è talmente complessa che la cifra esatta che viene pagata viene stabilita solo dopo mesi.

L’accordo è inevitabilmente frutto di un compromesso perciò dietro la soddisfazione per essere riusciti a salvare la stagione ci sono voci di malcontento per i termini. Di nuovo, le esatte conseguenze andranno valutate a lungo termine.

[ad name=”TDSport300″]

Dunque a Natale partirà finalmente la stagione NBA 2011/2012. Dato che quasi due mesi sono stati perduti a causa del lock out, la stagione risulterà un po’ compressa. I famigerati back-to-back, quando le squadre giocano due partite in due giorni consecutivi e a volte in due città diverse, erano già una parte normale delle passate stagioni. Non piacevano molto perché la squadra alla seconda partita in due giorni tendeva a rendere meno ma sarebbe impossibile giocare 82 partite tra novembre e aprile senza i back-to-back. Con la stagione compressa, pur tagliando il numero di partite a 66 ci saranno in calendario alcuni back-to-back-to-back, ovvero alle squadre capiterà di giocare tre partite in tre giorni, con le prevedibili conseguenze sul loro rendimento.

È chiaro che l’NBA vuole cercare di avere una stagione il più possibile vicina ad una normale ma era davvero il caso di introdurre i back-to-back-to-back per giocare qualche partita in più? Speriamo almeno che vengano evitati infortuni derivanti dall’eccessivo stress accumulati dai giocatori.

L’ultimo ma non ultimo problema che l’NBA dovrà affrontare è la reazione degli appassionati. Vista la situazione economica, molti sono rimasti freddi nel vedere uno scontro tra miliardari e milionari e c’è chi ha già dichiarato che non guarderà le partite. Non resta che attendere Natale per vedere se il basket NBA piace ancora.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *