Le mosche di Jacques Spitz

Incubi perfetti contiene Le mosche e L'uomo elastico di Jacques Spitz

Incubi perfetti contiene Le mosche e L'uomo elastico di Jacques Spitz

Il romanzo “Le mosche” (“La guerre des mouches”) di Jacques Spitz venne pubblicato per la prima volta nel 1938. In Italia è stato pubblicato da Mondadori all’interno del n. 1510 della collana “Urania” dal titolo “Incubi perfetti” e all’interno del n. 105 della collana “Urania Collezione” dal titolo “L’occhio del purgatorio” assieme al romanzo con quel titolo.

Nelle colonie francesi in Asia improvvisamente le mosche diventano più aggressive e cominciano ad attaccare gli esseri umani, anche contagiandoli con varie malattie. Il governo francese invia alcuni scienziati per indagare sul fenomeno ma ben presto le colonie debbono essere abbandonate a causa dell’espansione dell’invasione delle mosche, contro le quali non sembrano esserci rimedi efficaci.

Quando le mosche raggiungono l’India, i sudditi dell’impero britannico sono certi di poterle affrontare molto meglio dei francesi ma falliscono miseramente. Le mosche avanzano verso l’Europa e gli esseri umani devono inventare nuove strategie di guerra per combattere questi insetti, ce la faranno?

“Le mosche” venne pubblicato l’anno prima dell’inizio della II Guerra Mondiale e questo è importante perché ci sono gli imperi coloniali, le dittature e tutti gli altri elementi dell’epoca. Jacques Spitz non risparmia nessuno perché questo romanzo descriva una particolare invasione ma è una storia satirica ben più che drammatica.

Jacques Spitz immagina che una varietà di mosche diventi intelligente in seguito ad una mutazione e cominci ad attaccare gli esseri umani. Grazie alle loro nuove capacità questi insetti utilizzano una vera e propria strategia bellica perciò non si limitano a sfruttare il fatto di poter attaccare con sciami composti da miliardi di individui ma ad esempio colpiscono gli esseri umani con malattie fungendo da portatori di vari agenti patogeni.

La storia delle reazioni degli esseri umani è assolutamente caustica. I francesi perdono le loro colonie asiatiche senza neppure capire davvero la minaccia posta dalla nuova specie di mosche. I britannici guardano con superiorità la sconfitta dei francesi ma perdono l’India opponendo una resistenza non molto migliore. Quando le mosche raggiungono l’Europa le varie nazioni le combattono separatamente, ognuna preoccupata solo per i propri confini. L’URSS si mobilita contro gli insetti reazionari ma il collettivo degli insetti risulta più forte. In Italia il regime fascista emette pomposi proclami di guerra contro le mosche, le quali però evidentemente non li recepiscono. In Germania il regime nazista mette in pratica le idee più pittoresche per combattere gli insetti invasori arrivando al punto di usare i nemici sterminati come cibo.



Gli esseri umani sono costretti a inventare nuovi modi di fare la guerra perché le strategie sviluppate in millenni di scontri tra di loro non funzionano contro le mosche. Nuovi modi per combattere le mosche vengono inventati ma gli insetti intelligenti reagiscono con delle contromosse. Jacques Spitz riflette amaramente sulla possibilità che gli esseri umani siano solo un incidente di percorso nella storia della vita e che le mosche potrebbero invece essere la vera specie superiore, emersa dopo un’evoluzione ben più lenta ma forse per questo alla fine migliore.

“Le mosche” è una tragicommedia in cui in poco più di cento pagine emerge tutta la visione cinica di Jacques Spitz nei confronti dell’umanità. Non a caso è considerato uno dei migliori romanzi dell’autore francese e lo consiglio a chiunque cerchi una storia originale. Leggendo questo romanzo non potrete fare a meno di sogghignare in molte occasioni, anche se spesso con amarezza.

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