Le navicelle spaziali GRAIL sono partite per la Luna

Concetto artistico che mostra le navicelle GRAIL al lavoro (immagine NASA/JPL-Caltech)
Concetto artistico che mostra le navicelle GRAIL al lavoro (immagine NASA/JPL-Caltech)

Le due navicelle gemelle che compongono il GRAIL (Gravity Recovery and Interior Laboratory) sono partite a bordo di un veicolo di lancio Delta II. Il lancio era previsto per giovedi ma problemi di vento e controlli ai sistemi hanno determinato un ritardo. Il viaggio delle navicelle seguirà una traiettoria che le porterà verso la Luna a bassa velocità: in questo modo impiegheranno dai tre ai quattro mesi per arrivare a destinazione ma avranno bisogno di una quantità limitata di carburante, non ci saranno pericoli per gli strumenti e arriveranno a bassa velocità nell’orbita lunare molto bassa prevista, a circa 50 km sopra il nostro satellite.

Lavorando in coppia per 82 giorni, le due navicelle raccoglieranno dati sulle variazioni della gravità lunare usando un sistema a microonde che fornirà una misura molto precisa della distanza tra di esse.

La missione GRAIL ha lo scopo di mappare la struttura della crosta e della litosfera lunare per comprendere come si sia evoluta. La Luna ha una struttura asimmetrica con il lato rivolto verso la Terra che ha vasti mari di lava solidificata mentre nel lato nascosto ci sono regioni montuose.

I dati ricevuti verranno analizzati per circa un anno e verranno combinati con quelli che gli scienziati hanno già a disposizione. Saranno preziosi i dati ottenuti grazie al Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO), e al Lunar Crater Observation and Sensing Satellite (LCROSS), due navicelle lanciate poco più di due anni fa. Il LRO aveva lo scopo di mappare la topografia lunare, anche nella prospettiva di future esplorazioni umane. Il LCROSS aveva invece lo scopo specifico di cercare acqua, sotto forma di ghiaccio, sulla Luna.

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Comprendere l’evoluzione della Luna aiuterà a capire quella della Terra. Secondo la teoria oggi maggiormente accettata, che è da diversi anni oggetto di simulazioni estremamente sofisticate, circa quattro miliardi di anni fa la Terra primordiale venne colpita da un pianeta delle dimensioni di Marte causandone quasi la distruzione e proiettando enormi quantità di materiale nella sua orbita.

Per anni i sostenitori di questa teoria hanno affermato che i detriti lasciati dall’impatto avevano finito per unirsi formando la Luna. Recentemente però è stata proposta una variante di questa teoria che prevede la formazione di due lune separate che col tempo si sarebbero avvicinate fino a collidere. La collisione sarebbe avvenuta a bassa velocità e questo sarebbe il motivo per cui sulla Luna non c’è un cratere a identificarla bensì una regione montuosa.

La Terra è molto legata alla Luna dato che ad esempio il loro moto combinato determina le maree e nel corso del tempo allunga la durata del giorno. Di conseguenza, oltre ad aumentare le nostre conoscenze scientifiche la missione GRAIL ci permetterà di comprendere meglio le condizioni in cui si è evoluta la vita sulla Terra. Ci sarà da attendere prima di avere qualche risultato ma ne varrà la pena.

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