30 anni fa IBM annunciava il suo primo personal computer

Il personal computer IBM modello 5150
Il personal computer IBM modello 5150

Il 12 agosto 1981 IBM annunciò l’uscita del suo Personal Computer, identificato come modello 5150 (foto ©Boffy b). Quest’espressione, come anche microcomputer e home computer, era già stata utilizzata in precedenza perciò si potrebbe dire che in realtà il primo personal computer fu lo Xerox Alto nel 1973 o addirittura l’Olivetti Programma 101 circa dieci anni prima. Il successo del PC IBM fu però tale che nel giro di poco tempo l’espressione personal computer cominciò a identificare un modello compatibile con quello IBM.

All’inizio degli anni ’80 c’erano sul mercato diversi home computer e microcomputer. IBM prese la fondamentale decisione di realizzare il proprio personal computer utilizzando un’architettura aperta, utilizzando componenti normalmente reperibili sul mercato. Il fatto che altre aziende potessero produrre componenti compatibili con il PC IBM contribuì notevolmente alla sua affermazione come standard dominante nel mercato.

Come processore venne scelto l’Intel 8088 a 4,77 MHz, mentre l’8086 venne considerato troppo potente. Nella scelta del sistema operativo, IBM chiese a Digital Research di crearne uno più avanzato del CP/M che l’azienda aveva già creato in passato, ma l’accordo non venne siglato. Microsoft, all’epoca una piccola azienda, acquistò da un’altra software house il sistema operativo QDOS, un clone del CP/M per processori 8088/8086, ci lavorò un po’ sopra e lo propose all’IBM. La proposta fu accettata e quel sistema operativo divenne PC-DOS e successivamente MS-DOS.

La RAM standard del modello 5150 era di 16 kByte ma c’era una configurazione dotata di 64 kByte, in tutti i casi espandibili a 256 kByte. La scheda grafica era una CGA. Come memoria di massa c’erano uno o due drive per floppy disk da 5¼, all’epoca da 160 kByte, con la possibilità di avere anche un registratore a cassette.



Il PC IBM ebbe successo e già l’anno successivo cominciarono ad essere messi in commercio i primi PC da parte di altri produttori, definiti IBM compatibili perché duplicavano le caratteristiche hardware e software dei PC IBM.

Nel 1983 IBM mise sul mercato il PC XT, modello 5160, che aveva un hard disk come dotazione di serie. Nel 1984 uscì il PC AT, modello 5170, dotato del potentissimo processore Intel 80286 a ben 8 MHz. Nel corso degli anni vennero introdotti molti altri miglioramenti tecnologici e la concorrenza dei produttori di PC IBM compatibili divenne sempre maggiore.

IBM tentò di mantenere la sua leadership introducendo nel 1987 l’architettura Micro Channel mantenendone la proprietà. La diffusione degli standard IBM aperti era tuttavia ormai tale che alla fine IBM divenne vittima del proprio successo e dell’incapacità di gestirlo adeguatamente. Alla fine nel 2004 IBM decise di abbandonare la produzione di PC.

Oggi i PC – l’espressione IBM compatibile è ormai priva di significato – hanno quantità di memoria, sia RAM che memoria di massa, e potenze di calcolo inimmaginabili trent’anni. Le scelte tecniche e commerciali fatte da IBM all’epoca hanno tuttavia fortemente influenzato l’evoluzione dei PC portando i computer nelle case e negli uffici come nessun’azienda era riuscita a fare prima.

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